Tratto dalla Rivista quadrimestrale di studi vittoriesi - IL FLAMINIO n°6 - 1993 - Edita dalla Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane

Rassegna Bibliografica

CELESTE DA LOZZO, L'attività Mineraria. Storia di un percorso sulla dorsale collinare Molinetto San Zuanet, Feltre, 1991, pp. 69.


Percorrendo la stretta valle del torrente Lierza, si possono ancora scorgere, tra S. Zuanet e il Molinetto della Croda, molteplici segni di vecchi impianti minerari oramai da molti anni in disuso.
Sicuramente, già in tempi antichi, si era scoperto che tra gli strati di rocce arenacee e conglomeratiche, che formano il fianco meridionale della dorsale collinare compresa tra il Mondragon e il Col Franchin, vi erano alcuni filoni di quel particolare tipo di carbon fossile, chiamato lignite.
La presenza di lignite da queste parti richiama alla mente vicende geologiche di un recente passato, di 9 - 12 milioni di anni fa, quando ancora queste colline non erano state sollevate e al loro posto si estendeva un ambiente costiero, solcato da corsi d'acqua che, usciti dalle valli alpine, fluitavano e deposita-vano tronchi e altri resti vegetali che sepolti sotto le alluvioni, con il passare del tempo sono diventati fossili.
Per una ottantina d'anni, fino al 1947, seppur in maniera saltuaria, si sono qui scavate nella roccia gallerie e cunicoli alla ricerca di una risorsa che diventava particolarmente preziosa nei periodi di crisi bellica.
Si è trattato di un'esperienza significativa, sotto l'aspetto sia economico che sociale, le cui tracce fisiche ed umane rischiavano di essere cancellate dal tempo.
Quanto mai utile ed opportuno giunge perciò il lavoro di Celeste Da Lozzo sull 'Attività Mineraria nel territorio attorno al "Molinetto della Croda". Esso è il risultato di una ricerca incrociata in cui convengono le voci vive degli "ultimi testimoni" e le documentazioni tecnico-amministrative estratte dagli archivi del Distretto Minerario di Padova.
L'autore ricostruisce, in maniera assai accurata, il sistema di gallerie via via scavate per raggiungere i filoni e traccia la "storia" di 80 anni di ricerche e di lavoro per lo sfruttamento dei giacimenti di lignite.
Il volumetto si presenta agile nell'impostazione e pur non avendo pretese scientifiche, si fa apprezzare per la ricchezza di notizie su un tema inedito e assai stimolante che meriterebbe senz'altro ulteriori esplorazioni.
Il libro ha una veste tipografica gradevole ed è corredato da una ricca ed interessante documentazione fotografica. Allegata al testo vi è anche una "Cartina escursionistica" in cui vengono segnati alcuni itinerari, da fare a piedi e in silenzio, in un ambiente suggestivo e di notevole pregio naturalistico, alla scoperta delle miniere.

Antonio Della Libera

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