Tratto dalla Rivista quadrimestrale di studi vittoriesi - IL FLAMINIO n°9 - 1996 - Edita dalla Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane

Rassegna Bibliografica

FULVIA DAL ZOTTO, La Pieve della Valdobbiadene. Il Ciborio e i suoi dipinti, Graphic Group, Feltre 1966, pp.
48.

Per comprendere e capire il patrimonio artistico esistente all 'interno del Duomo di Valdobbiadene era necessaria una guida scritta. Finalmente è arrivata, ad opera di Fulvia Dal Zotto. Fulvia, nota soprattutto per le sue produzione poetiche e per le sue magistrali recensioni di testi, è testimone e raccoglitrice della lingua dialettale della Pedemontana.
Questa volta ha voluto cimentarsi con la storia e con l'analisi delle opere d'arte esistenti in questa chiesa, che merita di essere visitata con attenzione. Ha cercato di ricostruire le notizie sulla Pieve, succose, ma certo ampliabili, visti i documenti esistenti ed il viaggio critico di quelle tele preziose inserite sugli altari. In primo luogo la pala di Santa Maria Assunta di Francesco da Conegliano, detto il Beccaruzzi, la Madonna in trono con il bambino tra i santi Rocco e Sebastiano, di Paris Bordon, la pala dei santi Giovanni Battista, Gerolamo e Antonio abate, di Palma il giovane, san Venanzio che inneggia alla croce, di Ubaldo Oppi, la disputa di Gesù fra i dottori del tempio, di Claudio Ridolfi, il ciclo di affreschi e tele di Teodoro Licini, san Venanzio Fortunato di Rosa Bortolan e le tre ultime opere contemporanee di Carmelo Puzzolo: il san Gregorio Magno, la Resurrezione e la Crocifissione. Ma le pagine più significative sono quelle dedicate al ciborio dell'altare ex san Bartolomeo sulla cui struttura monumentale cinquecentesca sono inserite delle statuette bronzee di scuola veneta. Per bocca di Ivo dalla Costa, la Dal Zotto avanza anche alcune ipotesi che il ciborio in questione sia "uscito dalla bottega di Jacopo Tatti operante a Venezia con un grande seguito di allievi a partire dal 1527". Ed altre ipotesi vengono avanzate circa l'esecutore dei bronzetti. Ma rimane ancora 1' interrogativo.
Al di là di queste sommarie considerazioni, forse per illustrare il contenuto del Duomo di Valdobbiadene erano necessari tempi di indagine molto più lunghi: ma purtroppo non sempre i committenti riescono a capire che una ricerca storica ha bisogno della cosiddetta pazienza "certosina". Era una occasione.


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