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Intervista
a Da Rodda Maria di Lago
Non
vi siete mai domandati come e cosa si mangiava una volta? Noi ci siamo
posti questa domanda e abbiamo fatto delle interviste. Ci hanno affermato
che il mangiare di una volta era più genuino, economico e soprattutto
più profumato.
La giornata iniziava alle 6.00-6.30, con una colazione variante a base
di latte e polenta, castagne e pattugoi.; proseguiva poi con i
lavori nei campi o ai loro mestieri e le donne si occupavano della casa
e preparavano il pranzo, esso veniva cotto sul larin poggiando
le pentole sul trapie de ferro.
Le massaie, talvolta, si riunivano in gruppo e preparavano del pane allungando
la farina di frumento con farina di mais, con pasta di patate o di
zucca.
A mezzogiorno in punto, al suono del bot tutti lasciavano le proprie
occupazioni e si riunivano a pranzo. Esso era il pasto più importante
della giornata ed era a base di polenta, salame, formaggi e fagioli oppure
pasta o risi.
Verso le 18.00, conclusa la giornata, dopo aver guarnà le bestie
iniziava l’ultimo pasto, la cena. Si mangiavano minestroni di fagioli
e minestre,di verdura.
Si poteva variare anche con formaggi de casada o latteria o salami
ed insalate.
Il cibo, di solito, variava al venerdì dove si mangiava baccalà o altro
tipo di pesce locale. La domenica, giorno di festa, si consumavano carni
di pollo in umido cotte col riso. Il cibo variava anche per i malati:
le donne incinte o i bambini bevevano brodo di pollo e consumavano uova
sode.
Gli anziani mangiavano pietanze a base di minestra, mele e pere cotte,
perché sprovvisti di dentature salde.
I dolci settimanali erano a base di zucche e polenta cosparse di zucchero.
A Natale si potevano trovare torte a base di sangue di maiale.
A febbraio si usava il lardo del maiale per friggere crostoli e
frittelle.
Essi venivano poi messi dentro a un cesto e appesi al travo più
alto della cucina per salvaguardarli dalle razzie dei bambini.
Il lardo, tagliato a pezzettini (zhzhoi) e fuso su una padella,
veniva usato per condire radicchio,insalate e altre verdure.
I cibi venivano conservati in una stanza (caneva) molto fresca,
dentro ad una moscarola.
Gli uomini bevevano vino (clinto, merican o verdiso) e in rare
occasioni grappa, le donne acqua di fonte.
gli alunni della Scuola Media Statale
"T. Vecellio" Tarzo:
Resera Riccardo, Ramus David, Botteon Valentina, Rizzo Valentina, Sacchi
Elisa.
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