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La caccia agli uccelli
Gli uccelli che venivano cacciati erano
di varie specie e, a seconda del modo che veniva utilizzato per prenderli,
venivano catturati in massa o ad uno ad uno, posando vari tipi di trappole
nel luogo designato.
Alcune specie di uccelli erano di passaggio, altri invece erano stanziali
o fissi che rimanevano cioè tutto l’anno nella stessa zona.
Gli uccelli di passaggio più comuni sono: il frisone, il tordo, il verdone
e i fringuelli.
Gli uccelli sempre presenti tutto l’anno più comuni sono: il merlo, il
passero, il fringuello, le cinciallegre, i tordi, le beccaccie, le quaglie,
i falchi, la poiane e i fagiani.
Una volta la caccia era una fonte integrativa di cibo e le prede (specialmente
oselet) venivano catturate mediante delle trappole illegali (bracconaggio).
I modi per catturarli erano diversi e si adattavano alle varie situazioni:
I arket
I arket erano costituiti da una frasca flessibile nocciolo
piegata ad arco. Rimaneva tesa grazie ad un filo doppio che da una parte
era legato al legno e dall'altra, quella più grossa, passava per un foro.
L’occhiello di spago rimaneva fori dal piccolo foro grazie ad un nodo
tenuto da un bastoncino nel quale doveva posarsi il malcapitato uccellino,
che cadendo, tendeva l’arco e la preda rimaneva impigliata per la zampe.I
LAZ
Erano degli ingegnosi nodi scorsoi che venivano posti dietro i rami dei
bar e delle zièse. Venivano costruiti con un unico lungo filo di
crine di cavallo abilmente intrecciato in modo da formare una lunga serie
di piccoli laz e quando il malcapitato oselet ci finiva
dentro rimaneva intrappolato.
La pantiera
La pantiera era una specie di tenda formata da tre reti sovrapposte,
di cui le due esterne a maglia larga e quella interna a maglia fitta,
la pantiera era alta un paio di metri e lunga cinque sei, Veniva
appesa con una serie di sciònete ad una funicella e, una volta
tesa bisognava spaventare i poveri ucellini spingendoli verso la pantiera
per intrappolarli.
Al visch
Il visch veniva utilizzato in vari modi:
1) il più comune con le viscade, rametti lisci di olmo che venivano
cosparsi di visch e innestati sull’estremità dei rami degli alberi
o tra gli arbusti (bar) o nelle siepi (zièse). Gli uccelli
ci finivano dentro, attirati dai richiami, e rimanevano irrimediabilmente
intrappolati (inviscadi);
2) il secondo modo era chiamato la vignòla, costituita da un albero
di ontano (arner) completamente imbottito di viscade e gli
uccelli vi rimanevano appiccicati come nel modo precedente.
3) un altro modo per usare il visch era il canòn, una grossa
canna (cana) lunga un metro abbondante. Al canòn è composto
de due pezzi: quello che funge da fodero e il ed il bastone de conostrèl
(sanguignola) che viene in esso infilato. Il bastoncello è coperto di
visch (vischio) che, quando il canòn era a riposo, si conservava
morbido.
La tampela
La tampela era formata dal telaio di una porta vecchia (o da qualcosa
di simile) che come superficie aveva una rete ben tesa che per un lato
appoggiava a terra, mentre il lato opposto era sostenuto da un bastoncino
al quale era legato uno spago lungo tre o quattro metri. Sotto di essa
venivano poste delle briciole e quando arrivavano gli uccelli, l’oselador
che si era nascosto lì vicino, tirava lo spago così la tampela
cadeva e gli uccelli rimanevano sotto. Questo metodo era particolarmente
efficace subito dopo una nevicata.
I baverini
I beverin erano utilizzati in montagna dove c’era poca acqua. Erano delle
semplici vaschette naturali o scavate nella roccia (o delle ciottole)
mimetizzate nella lopa che veniva cosparsa di viscade. Gli
uccelli, vedendo le piccole pozze d’acqua, che in quell’ambiente erano
tanto rare, si precipitavano al suolo per bere, ma rimanevano impigliati
nel visch.
I rocoi
Il rocol era un’ingegnosa trappola per catturare uccelli in massa. Alla
vista sembrava un semplice recinto che racchiudeva degli alberi, ma nascosti
in essi c’erano richiami e reti. Gli uccelli erano attirati in mezzo agli
alberi dai loro compagni utilizzati come richiami e finivano nelle reti.
Il compito dell’osèlador era solo quello di togliere i piccoli
uccelli che erano rimasti impigliati nelle reti e tirargli il collo.
Gli alunni della Scuola Media Statale
"T. Vecellio" Tarzo:
Davide Pancot & Paolo Sartor
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