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Il passo San Boldo
Dopo millenni di difficile frequentazione, a piedi o sommeggiata, l'aspro
sentiero chiamato il "canale della scala" o in dialetto canàl
de san Bòit, importante strada di comunicazione fra le Prealpi
trevigiane e la Valbelluna, divenne una strada carrozzabile, costruita
in 100 giorni dal genio zappatori austriaco sotto il comando dei colonnello
Nikolaus Waldmann nell'inverno 1917-18, col lavoro dei prigionieri russi
e delle donne di Tovena.

foto del 1917
Il graffito, opera del maestro Giuseppe
Grava (1995) rappresenta la strada costruita nel 1918, mentre in basso
a destra è disegnato l'antico tracciato.
il passo
San Vigilio, vescovo di Trento,
morto in val di Non del 405
Sanctus Vigilius episcopus
Vigilio, vescovo di Trento e martire nel 405, è adorato e noto
in zona come patrono della pioggia. La chiesetta sul monte è documentata
dal 1547 ed era anche il limite settentrionale delle rogazioni. Li presso
vi sono i ruderi di un antico dormitorio ed una sorgente perenne. La pala
dell'altare è ora nella chiesa di Tovena. Il Santo è rappresentato
con un pastorale nella mano destra e un secchio pieno d'acqua a simboleggiare
la sua dignità vescovile e il fatto che in zona è invocato
per la pioggia. Davanti ai suoi piedi un mucchio di sassi è emblema
del suo martirio in Val di Non (fu lapidato).
Materiale gentilmente gentilmente concesso da:
All'interno
della locanda le "Storie di Tovena", diffuse per secoli lungo
la via montana detta Canal de San Bòlt. I quattro pannelli dipinti
dal maestro Giuseppe Grava nel 2000 illustrano queste storie.
In piazza a Tovena l'esercizio è attivo da oltre un secolo, prima
gestito dalla famiglia Corazza e dal 1974 dalla famiglia D'Agostin.
Proverbio: de San Simòn
la fémena varna l'on
"a San Simone(fine autunno), la donna 'cura' l'uomo".
il comune
di Cison di V.
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San Boldo, eremita spagnolo, morto a Sens nel
620
Sanctus Boldus heremita
Boldo, eremita spagnolo, morì a Sens in Francia nel 620. Abitava
sui monte sopra la città, e dopo la morte (lei suo amico Arternio,
vescovo di Sens (583-586), piantò presso il suo romitorio il
pastorale dell'amico, bagnandolo con l'acqua del torrente sottostante
e scegliendo i sentieri più difficili per arrivarci. Dopo qualche
tempo il pastorale fiorì.
Nell'affresco si osservano anche le torri (sopra e sotto il passo) ed
alcuni viandanti, uno zattiere bellunese che porta un lungo rampone
(langhièr) , un muiattiere con un carico di otri di vino (baghe),
diretto alla vallata Agordina, un fruttivendolo ambulante con la gerla
e in alto una fada di S. Antonio di Tortàl. Più in basso
un pastore col gregge diretto alla monticazione.
Il pellegrino che porta il cranio di santa Ittilia
(inizio del sec. XVI)
Sancta Odilia abbatissa
Ottilia, badessa a Hohenhurg presso Strasburgo in Alsazia, morta nel
720. La leggenda narra di un pellegrino che veniva dal nord, stanco
del cammino, sedette sui ciglio della strada a monte di Tovena, dove
oggi sorge la chiesetta a lei dedicata. Raggiunto il paese consegnò
al prete un fagotto che a suo dire conteneva la testa di santa Ottilia.
Così la leggenda; ricordo che il teschio della santa è
documentato in chiesa dal 1550, per cui il fatto avvenne sicuramente
prima.
A Mont Sainte Odile presso Strasburgo è sepolta la santa esiste
il corpo ma non la testa. Il secentesco reliquiario d'argento è
tuttora conservato in chiesa. Il pellegrino è qui rappresentato
con le conchiglie sui cappello e il bordone con la zucca, simboli dei
viaggiatori medioevali.
Orlando, paladino di Carlo Magno,
morto a Roncisvalle nel 778
Orlandus comes palatinus
Il paladino Orlando, cavaliere di Carlo Magno morì a Roncisvalle
(Spagna) il 15 agosto 778 combattendo contro gli infedeli. Sul monte
a oriente del passo di San Baldo (m. 706) un grande inghiottitoio naturale
è noto conie el cagador de Rolando; più in basso, poco
sopra Sollèr, una roccia è conosciuta come la croda del
Turco. L'eroe tiene col braccio sinistro lo scudo coi gigli di Francia
a cui è sospeso l'Olifante, il suo corno da guerra, mentre con
la mano destra tiene la Durlindana, la spada che non doveva cadere in
mano agli infedeli.
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