Le Macchine di Leonardo da Vinci

Docente di Miane ricostruisce con i suoi studenti gli ingegnosi meccanismi

Sei macchine in miniatura capaci di sfruttare l'energia idraulica, così come le aveva architettate Leonardo Da Vinci nel'500. Le ha realizzate con i suoi alunni Girolamo Covolan, insegnante di educazione tecnica alla scuola media di Miane. E subito si sono affermate nel teatro di Antonio Catalano e poi, nel maggio scorso, nella mostra sulle opere di tecnologia «Under 18» a Milano.

Da settembre i prestigiosi meccanismi entreranno al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo Da Vinci. Un sistema applicato al movimento, di una macina idraulica in grado di separare la farina dalla crusca; un altro meccanismo «biella-manovella» che trasforma il movimento rotatorio continuo in alternato e aziona una sega idraulica con sistema di avanzamento del tronco automatico; un brevetto che realizza la trasmissione del moto da corona a pignone, applicato alla lavorazione. degli specchi. Architettate da Girolamo Covolan per coinvolgere i ragazzi in un'attività scolastica che coniugasse capacità logica e manualità pratica, le macchine leonardesche hanno rivelato un fascino inaspettato. Tanto che l'attore del Teatro degli Alfieri di Asti, Antonio Catalano - che le ha scoperte alla mostra dell'artigianato di Cison - le ha volute negli «Armadi Sensibili», lo spettacolo rivelazione della Biennale veneziana nel settembre scorso, in questi giorni (fino a sabato) in scena a villa Pisani di Stra nell'ambito del Festival delle Ville nelle Terre di Venezia. «Non pensavo che la mia idea didattica potesse diventare cosi famosa - commenta Girolamo Covolan - L'uso della manualità è molto più diffuso all'estero che in Italia. Invece penso che sia un modo molto efficace di maturazione logica e intellettuale dei ragazzi. Do a loro i pezzi necessari per comporre la macchina: strumenti semplici, un traforo, un cacciavite, un trapano e il foglio con le indicazioni da mettere in pratica». E professor Covolan, cinquantenne di Cison, coinvolge i suoi alunni nell'interessante sperimentazione da cinque anni. Le macchine di Leonardo - da lui prima lette nelle opere del grande letterato-scienziato e poi tradotte in esercizi pratici con annesse istruzioni - hanno impegnato i ragazzi per due anni.

«E' un esercizio tanto utile quanto poco praticato nella scuola italiana
 - continua Covolan - i ragazzi ne sono affascinati, la scuola fatta cosi
finisce addirittura per piacere..Che poi potessero dare emozioni e
sensazioni al pubblico teatrale che entra negli strani armadi
magici di Catalano, non lo avrei mai immaginato».

 

 

 

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