chi siamo

programma

archivio

itinerari

link

contattaci

 

LUNGO IL MESCHIO

Itinerario n° 9
Percorso: San Giacomo di Veglia -Santo Stefano-Villa di Villa- Cordignano-Orsago
Lunghezza: Circa 45 Km
Caratteristiche: Collinare nella parte iniziale poi prevalentemente pianeggiante

 Il Meschio che molto ha contribuito a costruire la storia soprattutto economica del Vittoriese è ancora, nonostante i pesanti prelievi idrici, un fiume vivo e ricco d'acqua. Lungo le sue sponde ritroviamo le tracce dei numerosi opifici che per tanto tempo ne hanno utilizzato le acque. Alcuni, pur costretti a cedere alle lusinghe di più comode fonti energetiche, ancora continuano con orgoglio e passione a far muovere le semplici pale di un mulino o le più sofisticate turbine di potenti magli, dalla imperiosa forza dell'acqua.

(1)- Cal de Livera

Si tratta di una delle numerose "calli" che individuano ancor oggi la maglia della centuriazione romana nel Cenedese, risalente ad una riorganizzazione agraria del primo secolo d.C. sulla preesistente centuriazione di Oderzo. A circa metà della via, con uno splendido colpo d'occhio verso nord, si abbraccia la pianura fino alle colline di Ceneda.

(2)- San Giacomo di Veglia

Toponimo antico che richiama la presenza di un sistema di "vigiliae", posti di vedetta di impianto romano. Notevoli dal punto di vista architettonico gli edifici del monastero cistercense.

(3)- Meschio

Alimentato da polle sorgive di natura carsica, che sgorgano ai piedi del massiccio calcareo del Col Visentin (suggestiva quella principale del "tragol de rova" presso Savassa), Il Meschio è caratteristico per la ricchezza d'acqua (anche se la portata potenziale è limitata da sbarramenti dell'Enel) e in particolare per la temperatura di 11° C costante in ogni stagione.

Queste peculiarità hanno fatto del Meschio l'elemento basilare per l'economia vittoriese, dal Medioevo fino agli inizi del '900, attraverso lo sfruttamento dell'energia idraulica in tutte le sue applicazioni manifatturiere (molitura, segherie, fucine, cementifici e filature) ed elettriche.

In particolare oltre ad essere sede originaria di notevoli industrie tessili, Vittorio Veneto, e più precisamente Serravalle, è stata rinomata nei sec. XIV-XVI per la pruduzione di spade e armi bianche in genere, favorita dalla vicinanza alle zone di approvvigionamento di metallo e legname (zoldano e agordino).

Dal punto di vista ambientale solo nel tratto iniziale il fiume conserva interesse naturalistico e storico-agrario (le sorgenti e le marcite di Savassa), mentre il resto del corso, esclusi gli ultimi chilometri prima dell'immissione nel Livenza, è arginato artificialmente. (4)- Vie dei Molini, delle Filande, della Seta

Dell'operoso centro produttivo in fregio al Meschio restano notevoli testimonianze di architettura industriale quasi completamente inutilizzate (un mulino, l'ex cartiera e in particolare le filande).

(5)- Cal Alta

Viene indicata quale probabile tracciato del "cardo massimo", asse principale della centuriazione, in genere orientato a Nord con inclinazioni variabili a seconda della direzione di scolo dei terreni.

(6)- Mattarella

La chiesetta "longobarda" detta della Mattarella, datata tradizionalmente al IX sec. , con notevoli rimaneggiamenti, è intitolata alla SS. Trinità e conserva affreschi di gusto popolare dei pittori Antonio Gner e Antonio Zago, databili tra la fine del '400 e l'inizio del '500.

(7)- Borgo Palù

Si tratta di un toponimo molto comune nell'area Piave-Livenza localizzato sopratutto in prossimità della fascia delle risorgive dove permangono, o si ricordano (dopo la bonifica), vaste zone paludose.

(8)- Villa Belvedere

Eretta nel XVI sec. dalla famiglia patrizia veneziana dei Mocenigo, è un complesso molto articolato e rimaneggiato, con struttura formale austera; infatti alcuni corpi di fabbrica ricordano le torri medioevali e probabilmente sono proprio costruiti sulla base di un'antica fortificazione. Di particolare interesse botanico è il grande parco che circonda la villa, racchiuso da un caratteristico muro di cinta in pietra, con notevoli esemplari di specie anche esotiche, secondo il gusto paesaggistico del tardo ottocento.

(9)- Castello di Cordignano

Viene chiamato in loco "castelat", forse in tono dispregiativo per i balzelli un tempo imposti sui contadini o meglio per l'aspetto di rudere causato da quasi 500 anni di abbandono. La fortificazione, eretta su un promontorio avanzato alle falde della costiera prealpina, è stata probabilmente fondata dal vescovo di Belluno verso gli inizi del XI sec. per la parte limitata all'area racchiusa nella seconda cinta muraria, riconoscibile per il cammino di ronda pensile su archetti. Il castello è stato successivamente ampliato dai Caminesi nel XIII sec. con la costruzione della terza cinta, che racchiude le fondamenta di alcune abitazioni ed è dotata di porta con accesso tangenziale, di almeno due torri quadrate sporgenti e di cammino di ronda probabilmente in legno.

L'ultimo intervento di ristrutturazione, realizzato dai Veneziani verso la fine del XIV sec., ha comportato la costruzione di una torre-bastione a ferro di cavallo, con feritoie colubriniere e archibugiere dal tipico profilo a chiave rovescia, e di una torre semiesagonale, su base scarpata quadrangolare, costruita alla maniera scaligera con angolate in mattoni ammorsate a dente di sega. Nella prima cinta relativa al ridotto fortificato svetta ancora tra le macerie un angolo del mastio.

(10)- Ponte della Muda

Il toponimo indica il luogo dove nel medioevo veniva riscossa la tassa ("muda") sul passaggio delle merci dal territorio Cenedese a quello del patriarcato di Aquileia. Il sito è ancora oggi riconoscibile per la presenza, a pochi metri dall'attuale ponte in cemento, di un singolare edificio con arcate rinascimentali.

(11)-Via Fagher

Fitotoponimo che indica la presenza di boschi di faggio, tipici delle antiche foreste planiziali oggi quasi interamente scomparse.

(12)- Torrente Gravon

Deriva da "grava", tipica conformazione steppico arbustiva delle divagazioni fluviali, col significato in questo caso di torrente dal fondo secco e ghiaioso.

(13)- Via Pramui

Deriva da "pramoi"(prati molli), ovvero prati stabili (marcite) irrigati dalle numerose risorgive presenti in questa zona.

 

  Liberalabici   Via Trevisani nel Mondo, 15   31015 Conegliano TV   Tel. 0438 35437      e.mail: liberalabici@hotmail.com     http://www.tragol.it/liberalabici