(1)-Monte Piai Alta collina a strati inclinati
quasi in verticale, sulla cui sommità sono state riconosciute le tracce di un
insediamento preromano, difeso da un doppio fossato, forse più con funzioni di culto che
abitative data l'esigua superficie disponibile.
(2)-Rio Confin
E' quasi certamente l'antico confine medioevale tra la contea vescovile di Ceneda e le
"ville" (villaggi) di Tarzo e Corbanese, appartenenti al territorio del libero
Comune di Conegliano e cedute al vescovo nel 13O7.
(3)- Castagnera
Fitotoponimo molto diffuso e tipico della zona.
(4)- Borgo Castagnè
Ulteriore conferma toponomastica della presenza di estese formazioni di castagno, oggi
notevolmente ridotte.
(5)- Ceneda
L'antica "Keneta", nominata come città dallo storico Agathias nel IV secolo
d.C., non fu municipio romano ma forse sede di una "praefectura" dipendente da
Oderzo. Insediamento di retrovia nella fase espansiva romana fino al primo secolo d.C., fu
comunque dotato quasi sicuramente di edifici pubblici, di una zona produttiva lungo il
Meschio, di un bagno pubblico e forse di un teatro, localizzabili nei pressi dell'attuale
Duomo.
Sulla sommità del retrostante colle di San Paolo, su un preesistente castelliere
paleoveneto era localizzato, come testimoniano tracce di un pavimento musivo, il ridotto
difensivo ovvero l'"arx" romana.
Nel periodo delle invasioni barbariche, Ceneda è più volte conquistata ma mai
distrutta. Per la sua posizione strategica diventa spesso rifugio e sede stabile degli
invasori, fortificata da Teodorico, poi piazzaforte avanzata dei Franchi attestati sulle
Alpi nel VI secolo e infine ducato longobardo, tra i primi istituiti in Italia.
In quest'ultimo periodo (VII-VIII sec.) ha origine la diocesi di Ceneda, nata dallo
smembramento di quella opitergina, con resti di edifici religiosi quali pavimenti musivi e
plutei scolpiti, ritrovati nel rifacimento ottocentesco della cripta del duomo e nelle
vicinanze (vedi i pezzi murati sulla facciata di palazzo Graziani).
Del periodo medioevale restano i ruderi più o meno conservati delle imponenti
fortificazioni che ancora punteggiano il colle di San Paolo, realizzate e ricostruite in
varie epoche dai diversi signori locali e non con una iniziativa unitaria:
da sinistra il basamento fortificato di San Rocco, al centro "i
palasi"("caregon del diaol"), residenza fortificata dei Da Collo, a destra
sul promontorio eminente il castello di San Martino, ancora oggi residenza vescovile, ed
infine, sulla sommità del colle, la rocca di San Paolo, ampia fortificazione articolata
in più recinti murari e rimaneggiata dai veneziani in funzione anti ungara nel XV secolo.
(6)- Gallina
Corruzione di"wallia", nome di un'antica torre-fortilizio, costruita in
questa area nel XIII sec. da Guecelletto da Prata, feudatario locale e vassallo del
vescovo di Ceneda.
(1)- Madonna di Loreto
Tradizionale intitolazione legata alla guarigione dei malati; la chiesa, con cimitero
annesso, ha un caratteristico campanile con corona sommitale, identico a quello della
parrocchiale di Corbanese.
(2)- Val de Rustè
"Rust" in dialetto indica il pungitopo, arbusto infestante dalle tipiche
foglie spinose e i cui polloni vengono raccolti ad uso commestibile.
(3)-Torrente Lierza
Nasce presso Arfanta e attraversando la suggestiva valle Rosada incide la catena
collinare che va da Vidor a Vittorio Veneto per immettersi, a sud di Barbisano, nel fiume
Soligo.
(4)- Talpon
Il toponimo indicava la presenza di un grande pioppo presumibilmente abbattuto durante
la guerra.
(5)- Mondragon
Secondo l'Olivieri, il toponimo deriverebbe da "draco", corso d'acqua dalle
piene disastrose in riferimento forse al torrente Lierza o al Cervano, che però sono
relativamente vicini. Altre interpretazioni quali "monte del drago" o "dei
dragoni" (milizie di ventura che avrebbero presidiato i confini della contea di
Ceneda e Tarzo, lasciando come testimonianza un grande edificio detto la "pica",
ovvero il posto di guardia con annessa prigione), sono basate più sulla fantasia popolare
che su precisi dati storici. Comunque è certo che nel Medioevo la località avesse una
sua importanza strategica in rapporto al vicino "passo" di Zuel (= giogo) e una
rilevanza economica per la presenza di cave di lignite.
(6)- Mondaresca
Ancora secondo l'Olivieri il termine "monda" indicherebbe un terreno bandito,
vietato. Sembra però più verosimile la derivazione da "ongaresca", riferimento
molto diffuso ad un percorso stradale di interesse militare che potrebbe giustificare
anche il termine "dragoni" inteso come milizie barbariche assoldate (come gli
ungari del X sec.) dagli imperatori per le lotte di successione.