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DA CORBANESE A CENEDA ATTRAVERSO LE
PERDONANZE

*
IL MONDRAGON

Itinerario n° 5
Percorso: Corbanese-Castagnera-Perdonanze-Ceneda
Lunghezz: Circa 25 Km
Caratteristiche: Percorso misto con tratti di salita molto ripida

Itinerario n° 6
Percorso: Corbanese-Borgo val de Rusté-Mondaresca-Mondragon
Lunghezza: 25 Km
Caratteristiche: Quasi completamente in fuoristrada, impegnativo per i
dislivelli e per la natura del fondo
 Gli aspri rilievi che da Ceneda si allungano paralleli alla Vallata e si estendono fin quasi a lambire le limpide acque del Piave nei pressi di Vidor, formano una catena collinare che sembra anticipare quella montuosa posta appena più a nord. Le Perdonanze, classica meta per le passeggiate di molti vittoriesi, e il Mondragon, il cui nome rievoca gli stenti e le fatiche degli uomini impegnati nell'estrazione del carbone dalle sue numerose miniere, invitano ad emozionanti escursioni.

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(1)-Monte Piai

Alta collina a strati inclinati quasi in verticale, sulla cui sommità sono state riconosciute le tracce di un insediamento preromano, difeso da un doppio fossato, forse più con funzioni di culto che abitative data l'esigua superficie disponibile.

(2)-Rio Confin

E' quasi certamente l'antico confine medioevale tra la contea vescovile di Ceneda e le "ville" (villaggi) di Tarzo e Corbanese, appartenenti al territorio del libero Comune di Conegliano e cedute al vescovo nel 13O7.

(3)- Castagnera

Fitotoponimo molto diffuso e tipico della zona.

(4)- Borgo Castagnè

Ulteriore conferma toponomastica della presenza di estese formazioni di castagno, oggi notevolmente ridotte.

(5)- Ceneda

L'antica "Keneta", nominata come città dallo storico Agathias nel IV secolo d.C., non fu municipio romano ma forse sede di una "praefectura" dipendente da Oderzo. Insediamento di retrovia nella fase espansiva romana fino al primo secolo d.C., fu comunque dotato quasi sicuramente di edifici pubblici, di una zona produttiva lungo il Meschio, di un bagno pubblico e forse di un teatro, localizzabili nei pressi dell'attuale Duomo.

Sulla sommità del retrostante colle di San Paolo, su un preesistente castelliere paleoveneto era localizzato, come testimoniano tracce di un pavimento musivo, il ridotto difensivo ovvero l'"arx" romana.

Nel periodo delle invasioni barbariche, Ceneda è più volte conquistata ma mai distrutta. Per la sua posizione strategica diventa spesso rifugio e sede stabile degli invasori, fortificata da Teodorico, poi piazzaforte avanzata dei Franchi attestati sulle Alpi nel VI secolo e infine ducato longobardo, tra i primi istituiti in Italia.

In quest'ultimo periodo (VII-VIII sec.) ha origine la diocesi di Ceneda, nata dallo smembramento di quella opitergina, con resti di edifici religiosi quali pavimenti musivi e plutei scolpiti, ritrovati nel rifacimento ottocentesco della cripta del duomo e nelle vicinanze (vedi i pezzi murati sulla facciata di palazzo Graziani).

Del periodo medioevale restano i ruderi più o meno conservati delle imponenti fortificazioni che ancora punteggiano il colle di San Paolo, realizzate e ricostruite in varie epoche dai diversi signori locali e non con una iniziativa unitaria:

da sinistra il basamento fortificato di San Rocco, al centro "i palasi"("caregon del diaol"), residenza fortificata dei Da Collo, a destra sul promontorio eminente il castello di San Martino, ancora oggi residenza vescovile, ed infine, sulla sommità del colle, la rocca di San Paolo, ampia fortificazione articolata in più recinti murari e rimaneggiata dai veneziani in funzione anti ungara nel XV secolo.

(6)- Gallina

Corruzione di"wallia", nome di un'antica torre-fortilizio, costruita in questa area nel XIII sec. da Guecelletto da Prata, feudatario locale e vassallo del vescovo di Ceneda.

(1)- Madonna di Loreto

Tradizionale intitolazione legata alla guarigione dei malati; la chiesa, con cimitero annesso, ha un caratteristico campanile con corona sommitale, identico a quello della parrocchiale di Corbanese.

(2)- Val de Rustè

"Rust" in dialetto indica il pungitopo, arbusto infestante dalle tipiche foglie spinose e i cui polloni vengono raccolti ad uso commestibile.

(3)-Torrente Lierza

Nasce presso Arfanta e attraversando la suggestiva valle Rosada incide la catena collinare che va da Vidor a Vittorio Veneto per immettersi, a sud di Barbisano, nel fiume Soligo.

(4)- Talpon

Il toponimo indicava la presenza di un grande pioppo presumibilmente abbattuto durante la guerra.

(5)- Mondragon

Secondo l'Olivieri, il toponimo deriverebbe da "draco", corso d'acqua dalle piene disastrose in riferimento forse al torrente Lierza o al Cervano, che però sono relativamente vicini. Altre interpretazioni quali "monte del drago" o "dei dragoni" (milizie di ventura che avrebbero presidiato i confini della contea di Ceneda e Tarzo, lasciando come testimonianza un grande edificio detto la "pica", ovvero il posto di guardia con annessa prigione), sono basate più sulla fantasia popolare che su precisi dati storici. Comunque è certo che nel Medioevo la località avesse una sua importanza strategica in rapporto al vicino "passo" di Zuel (= giogo) e una rilevanza economica per la presenza di cave di lignite.

(6)- Mondaresca

Ancora secondo l'Olivieri il termine "monda" indicherebbe un terreno bandito, vietato. Sembra però più verosimile la derivazione da "ongaresca", riferimento molto diffuso ad un percorso stradale di interesse militare che potrebbe giustificare anche il termine "dragoni" inteso come milizie barbariche assoldate (come gli ungari del X sec.) dagli imperatori per le lotte di successione.

 

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