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COLLALBRIGO E LA VALBONA
*
TRA CERVANO E MONTICANO

Itinerario n° 3
Percorso: Guizza-Valbona-Collalbrigo
Lunghezza: Circa 15 Km
Caratteristiche: Percorso collinare con un lungo tratto non asfaltato

Itinerario n°4

Percorso: Castello di Conegliano-San Pietro di Feletto-Le Mire-Lago di Pradella
Lunghezza: Km 23.5
Caratteristiche: Percorso interamente collinare non totalmente asfaltato
 Tra le poche passeggiate a disposizione dei coneglianesi, le più conosciute si svolgono in ambiente collinare. Punto di riferimendo ideale rimane il Castello da dove è facile spingersi verso il Feletto. Verso Ovest i rilievi collinari sono caratterizzati da una serie di brevi dorsali che, disposte a pettine digradano verso la pianura. Verso Est le ampie incisioni del torrente Cervano e del fiume Monticano (anch'esso però a carattere prevalentemente torrentizio) disegnano con linee più morbide il paesaggio in cui si inserisce il suggestivo laghetto di Pradella.

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(1)- Guizza

Il toponimo , dal longobardo "wizza", bando, bandita, cioè terreno comune, indica una zona boschiva, come è confermato da altri toponimi quali Selva, Faè, Castagnè e da alcuni gruppi arborei superstiti.

(2)- Caneve

Attualmente si indica con questo termine la cantina, mentre in origine aveva un significato più ampio, di luogo anche fortificato o locale atto a conservare tutte le derrate alimentari.

(3)- Valbona

Valle ridente e soleggiata in una ottima posizione che le ha valso l'appellattivo di buona.

(4)- Collalbrigo

L'antica "Villa et Regula Collis Albrici" faceva parte del territorio di Conegliano già nel 1261 ed era quasi certamente sede di un convento riconoscibile oggi nell'unico grande fabbricato a corte adiacente alla chiesa.

(5)- Villa Calzavara

Costruita su uno sperone di roccia affiorante, la villa ottocentesca ricorda, per la sua mole squadrata e la merlatura sommitale, una residenza fortificata, probabilmente ispirata ad una più antica torre di vedetta.

 

(1)- Castel Vecchio

Sito fortificato forse già dalla metà del XIIsec. denominato "Castro Vetero" in un documento del 1218, era il fulcro del sistema fortificato del libero Comune di Conegliano, posto alla sommità della collina da cui scendevano le cinta murarie verso ovest e verso nord. Dopo secoli di distruzioni e di abbandono oggi restano visibili le mura del recinto esterno o "girone", la Porta del Soccorso, e seppure molto rimaneggiate, la torre principale della Campana ora museo civico e la torre angolare Saracena, attualmente adibita a ristorante. Il giardino attuale occupa lo spazio interno ad una seconda cinta muraria oggi distrutta dove esistevano una chiesa, il palazzo del Podestà, la casa del Cancelliere e altri fabbricati. Sul piazzale antistante si affaccia il campanile con la parte absidale dell'antica Colleggiata di San Leonardo, chiesa matrice di Conegliano.

(2)- Feletto

Il toponimo sembra derivare dal sostantivo latino"filix-filicis", da cui "filicetus"che significa luogo dove abbondano le felci, a testimonianza del carattere boscoso della zona.

(3)- Strada del vino prosecco

Istituita negli anni sessanta e prima del genere in Italia, raggiunge in 47 km Valdobbiadene attraversando la zona di produzione DOC del vino Prosecco. Questo territorio collinare, in cui l'ottimale esposizione e le caratteristiche del terreno hanno favorito la coltura del tipico vitigno, produce forse il più importante bianco d'Italia, il vino per antonomasia, tranquillo a pranzo o frizzante come rinomato spumante.

(4)- Rua di Feletto

Sulla sommità della collina dove si erge la chiesa parrocchiale di Rua, esistono le testimonianze dell'antico eremo camaldolese di Colle Capriolo, fondato nel 1665 e soppresso nel 18O6. Il fabbricato che chiude il piazzale dietro la chiesa, oggi sede del municipio, era il palazzo comune dell'eremo, mentre le piccole costruzioni sulla destra erano le celle con antistante orticello dove abitavano gli eremiti. Nella chiesa attuale, rimaneggiata più volte, si riconosce quella primitiva nella navata centrale con volta a botte, mentre le due laterali sono aggiunte posteriori.

(5)- San Pietro di Feletto

L'antica pieve di San Pietro, costruita probabilmente su edifici di epoca longobarda (secoli VII e VIII), è uno splendido esempio di architettura romanica locale nella rustica ma armoniosa veste duecentesca dell'interno a tre navate e del porticato che avvolge su due lati la chiesa. L'alta abside semicircolare e le pareti della navata centrale sono ricoperte da pregevoli affreschi, bizantino romanici i più antichi (XIII sec.), con uno stile pittorico notevole e di influsso ancora gotico quelli del XIV e XV sec.

(6)- Monticano

Il fiume a carattere torrentizio nasce dalle falde meridionali del monte Piai e delle Perdonanze a Ovest di Vittorio Veneto, alimentato subito a valle dalle sorgenti del ruio Montagnana, ruio Monte Stella e ruio Confin. Attraversa una zona di alto valore paesaggistico, passando dalla catena collinare sub-alpina di formazione Cenozoica alla zona bassa collinare con vallate poco profonde e rilievi modellati di origine morenica pre-Wurmiana.

(7)- Laghetto di Pradella

Il piccolo invaso artificiale (oggi riserva di pesca privata) alimentato da alcune sorgenti, è stato creato probabilmente nell'ottocento per azionare i magli ad acqua della sottostante officina fabbrile dei Pradella. Il fabbricato oggi in stato di abbandono è stato svuotato degli impianti meccanici, conservati in parte presso privati. Attorno al lago e nelle sue vicinanze si sono mantenute due macchie abbastanza estese di bosco autoctono collinare con essenze tipiche quali roverella, quercia, acero e carpino, rare testimonianze del paesaggio antico di questa zona.

 

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