(1)- Guizza Il toponimo , dal longobardo
"wizza", bando, bandita, cioè terreno comune, indica una zona boschiva, come è
confermato da altri toponimi quali Selva, Faè, Castagnè e da alcuni gruppi arborei
superstiti.
(2)- Caneve
Attualmente si indica con questo termine la cantina, mentre in origine aveva un
significato più ampio, di luogo anche fortificato o locale atto a conservare tutte le
derrate alimentari.
(3)- Valbona
Valle ridente e soleggiata in una ottima posizione che le ha valso l'appellattivo di
buona.
(4)- Collalbrigo
L'antica "Villa et Regula Collis Albrici" faceva parte del territorio di
Conegliano già nel 1261 ed era quasi certamente sede di un convento riconoscibile oggi
nell'unico grande fabbricato a corte adiacente alla chiesa.
(5)- Villa Calzavara
Costruita su uno sperone di roccia affiorante, la villa ottocentesca ricorda, per la
sua mole squadrata e la merlatura sommitale, una residenza fortificata, probabilmente
ispirata ad una più antica torre di vedetta.
(1)- Castel Vecchio
Sito fortificato forse già dalla metà del XIIsec. denominato "Castro
Vetero" in un documento del 1218, era il fulcro del sistema fortificato del libero
Comune di Conegliano, posto alla sommità della collina da cui scendevano le cinta murarie
verso ovest e verso nord. Dopo secoli di distruzioni e di abbandono oggi restano visibili
le mura del recinto esterno o "girone", la Porta del Soccorso, e seppure molto
rimaneggiate, la torre principale della Campana ora museo civico e la torre angolare
Saracena, attualmente adibita a ristorante. Il giardino attuale occupa lo spazio interno
ad una seconda cinta muraria oggi distrutta dove esistevano una chiesa, il palazzo del
Podestà, la casa del Cancelliere e altri fabbricati. Sul piazzale antistante si affaccia
il campanile con la parte absidale dell'antica Colleggiata di San Leonardo, chiesa matrice
di Conegliano.
(2)- Feletto
Il toponimo sembra derivare dal sostantivo latino"filix-filicis", da cui
"filicetus"che significa luogo dove abbondano le felci, a testimonianza del
carattere boscoso della zona.
(3)- Strada del vino prosecco
Istituita negli anni sessanta e prima del genere in Italia, raggiunge in 47 km
Valdobbiadene attraversando la zona di produzione DOC del vino Prosecco. Questo territorio
collinare, in cui l'ottimale esposizione e le caratteristiche del terreno hanno favorito
la coltura del tipico vitigno, produce forse il più importante bianco d'Italia, il vino
per antonomasia, tranquillo a pranzo o frizzante come rinomato spumante.
(4)- Rua di Feletto
Sulla sommità della collina dove si erge la chiesa parrocchiale di Rua, esistono le
testimonianze dell'antico eremo camaldolese di Colle Capriolo, fondato nel 1665 e
soppresso nel 18O6. Il fabbricato che chiude il piazzale dietro la chiesa, oggi sede del
municipio, era il palazzo comune dell'eremo, mentre le piccole costruzioni sulla destra
erano le celle con antistante orticello dove abitavano gli eremiti. Nella chiesa attuale,
rimaneggiata più volte, si riconosce quella primitiva nella navata centrale con volta a
botte, mentre le due laterali sono aggiunte posteriori.
(5)- San Pietro di Feletto
L'antica pieve di San Pietro, costruita probabilmente su edifici di epoca longobarda
(secoli VII e VIII), è uno splendido esempio di architettura romanica locale nella
rustica ma armoniosa veste duecentesca dell'interno a tre navate e del porticato che
avvolge su due lati la chiesa. L'alta abside semicircolare e le pareti della navata
centrale sono ricoperte da pregevoli affreschi, bizantino romanici i più antichi (XIII
sec.), con uno stile pittorico notevole e di influsso ancora gotico quelli del XIV e XV
sec.
(6)- Monticano
Il fiume a carattere torrentizio nasce dalle falde meridionali del monte Piai e delle
Perdonanze a Ovest di Vittorio Veneto, alimentato subito a valle dalle sorgenti del ruio
Montagnana, ruio Monte Stella e ruio Confin. Attraversa una zona di alto valore
paesaggistico, passando dalla catena collinare sub-alpina di formazione Cenozoica alla
zona bassa collinare con vallate poco profonde e rilievi modellati di origine morenica
pre-Wurmiana.
(7)- Laghetto di Pradella
Il piccolo invaso artificiale (oggi riserva di pesca privata) alimentato da alcune
sorgenti, è stato creato probabilmente nell'ottocento per azionare i magli ad acqua della
sottostante officina fabbrile dei Pradella. Il fabbricato oggi in stato di abbandono è
stato svuotato degli impianti meccanici, conservati in parte presso privati. Attorno al
lago e nelle sue vicinanze si sono mantenute due macchie abbastanza estese di bosco
autoctono collinare con essenze tipiche quali roverella, quercia, acero e carpino, rare
testimonianze del paesaggio antico di questa zona.