(1)- Ramera Antica località lungo la via Ongaresca
con guado sul Monticano e posto di guardia citato negli anni 1300-1317. La parrocchiale
intitolata a San Michele, oggi affiancata da una nuova chiesa, è sicuramente di
fondazione altomedioevale.
(2)- Soffratta
Deriva dal termine medioevale "sub-fracta", luogo incolto, boscoso, a
testimonianza di una situazione ambientale oggi scomparsa.
(3)- Vazzola
Deriva da "lavazzo-la", per la presenza di numerosi fontanili di risorgiva
(verso est ne esistono parecchi nella zona chiamata "Fontane").
(4)- Chiesa dei Templari
L'Ordine cavalleresco-religioso dei Templari (dalla caratteristica divisa con mantello
bianco e croce rossa) fu creato all'inizio del XII secolo per proteggere i pellegrini che
si recavano a Gerusalemme e insediato vicino al tempio di Salomone, assumendo il nome di
"militia templi". L'Ordine si diffuse presto costruendo chiese, con annessi
ospizi, dette appunto templi e situate in genere lungo gli itinerari dei pellegrini.
A Tempio di Ormelle la chiesa venne probabilmente fondata verso la fine del XII secolo,
localizzata a breve distanza sia dagli antichi tracciati stradali romani (via Postumia,
via per Tridentum) che dalle diverse e parallele vie Ungaresche che attraversavano la
pianura da nord-est a sud-ovest.
L'edificio realizzato in un rustico stile romanico era in origine ad aula unica con
campanile sul fronte verso sinistra. Le murature in laterizio sono alleggerite da archetti
ciechi tipici dell'area veneta-ravennate.
Armonioso nella sua spontanea semplicità è l'ampio portico (con arcate alternate a
tutto sesto e a sesto acuto su pilastri rotondi e ottagonali con capitelli in pietra a
foglie stilizzate) che accoglieva i pellegrini all'ombra ristoratrice, opportunamente
creata sui lati sud e ovest (da notare gli affreschi superstiti di stile quattrocentesco).
Purtroppo un recente (anni cinquanta) ed infelice ampliamento della zona absidale ha in
parte turbato il prezioso equilibrio del manufatto.
(5)- San Giorgio
L'intitolazione di origine longobarda potrebbe farne risalire l'origine all'alto
Medioevo, anche per il recupero nella costruzione di materiali romani (mattoni, lapide
funeraria e l'urna utilizzata per l'altare). Le prime notizie sull'area di San Polo-San
Giorgio risalgono infatti all'VIII secolo con l'assegnazione della zona al patriarca di
Aquileia. Comunque l'edificio nella sua prima fase risalente al XIII secolo era costituito
da un'aula quadrangolare con campanile isolato posto davanti all'ingresso. Nel secolo XVI
è stato realizzato un ampliamento che ha inglobato un fianco del campanile, spostato e
ricostruito sul fronte verso sinistra, mentre successivamente è stata aggiunta la parte
absidale.
L'interno è arricchito da un notevole ciclo di affreschi, di mano tardo gotica di
artista provinciale influenzato dai modi di Dario da Treviso, tra cui sono da ricordare:
"l'ultima cena" (1466), dove spiccano sulla tavola prodotti locali come gamberi
e vino rosso, particolare ricorrente in altre chiese della zona e nella tradizione
gastronomica del luogo; le storie di San Giorgio; i Santi Sebastiano, Bernardino, Giacomo
e Antonio Abate.
(6)- Villa Papadopoli
Eretta nel 1861 dalla nobile famiglia veneziana di origine cretese, nelle forme di un
pittoresco castello neogotico, è circondata da un vasto parco di gusto paesaggistico
inglese, arricchito da un lago, da radure e collinette con essenze anche esotiche,
progettato dallo scenografo-paesaggista Francesco Bagnara. (7)- Torre di Rai
Il rudere si erge isolato su una collinetta, forse "mutera" preromana o
semplicemente terrapieno ricavato dallo scavo del fossato oggi scomparso, e faceva parte
di una fortificazione di età medioevale certamente più ampia. La struttura superstite,
con paramento murario interamente in mattoni, appartiene ad una torre chiusa, forse il
mastio, articolata su tre livelli, riconoscibili dai fori per le travature e dalle mensole
in pietra, coronata dalla merlatura e con caratteristiche nicchie, giustificabili in
funzione di un uso residenziale della torre.
Il castello, caposaldo fortificato del patriarca di Aquileia oltre il Livenza sin dal
secolo X, insieme alla "villa" di Rai, viene dato in fuedo a Ezzelino il Balbo
nel 1147 e dal XIII secolo viene spesso conteso dal comune di Treviso al patriarca,
finchè non viene concesso, da Carlo IV nel 1358, ai conti di Collalto, che lo
ricostruiscono parzialmente verso la fine del XV secolo, erigendo al suo interno (quindi
il complesso doveva essere molto ampio), nel 1567, il monastero Carmelitano
dell'Annunziata con la piccola chiesa ancora esistente a poca distanza dalla torre.
(8)- Tezze
Deriva dal latino "tegetes", fienili, poi corrotto in "tiede-teze".
(9)- Sofora
Chiamata anche robinia del Giappone, è un albero appartenente alla famiglia delle
leguminose originario dell'Asia Orientale. E' stato introdotto in Europa a scopo
ornamentale. Le sapienti potature di questo elegante esemplare, unitamente all'insolita
collocazione lo hanno reso particolarmente suggestivo.
(10)- Morer delle Anime
Gelsi che, piantati dalle parrocchie prevalentemente lungo le strade, venivano ogni
anno messi all'asta tra tutti coloro che avevano necessità di fogliame fresco per
l'alimentazione dei bachi da seta. Con il denaro ricavato venivano celebrate alcune messe
in suffragio delle anime del Purgatorio.
(11)- Cittadella
In fregio alla strada si può notare un lungo edificio con arco di ingresso al cortile
porticato: si tratta sicuramente del convento fondato nel 1681 dalla badessa e da alcune
consorelle del monastero di Santa Maria degli Angeli di Murano, come attestato dalla
lapide murata sull'edificio. Di fronte, percorso un breve tratturo, si giunge alla
chiesetta di Sant'Anna (XVI secolo), dipendente dalla pieve di Santa Maria di Lovadina.
(12)- Villa Corner-Campana
Questa poco conosciuta villa veneta del XVII secolo, appartenente ancora oggi alla
nobile famiglia veneziana dei Corner, é articolata in un lungo corpo centrale completo di
barchesse e in due corpi avanzati a limitare il giardino all'italiana che prosegue con uno
splendido asse prospettico creato da due ali di siepi.
La facciata luminosa della villa si staglia magnificamente sul fondo verde scuro del
giardino retrostante e sulle lontane quinte pedemontane.
Un ulteriore elemento paesaggistico degno di nota è costituito dalla verde galleria di
carpini con roccolo terminale.