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I CASTELLI DI SAN SALVATORE E COLLALTO

LUNGO IL PIAVE ATTRAVERSO
IL SENTIERO DEI PONTI ROMANI

Itinerario n° 10
Percorso: Susegana-San Salvatore-Colle della Tombola-Collalto
Lunghezza: Circa 26 Km
Caratteristiche: Prettamente collinare

Itinerario n° 11
Percorso: Susegana-Collalto-Falzé-Sant'Anna
Lunghezza: Circa 20 Km
Caratteristiche: Prevalentemente in fuoristrada con tratti di sentiero impegnativo

 

 Intorno al Colle della Tombola, immersi in uno scenario di boschi e praterie, si inseriscono gli storici castelli di San Salvatore e Collalto. Ai suoi piedi, verso nord, il Piave, o meglio "la Piave" come familiarmente viene chiamata, che nell'attraversare la stretta collinare delimitata dal Montello e dalle pendici dei Mercatelli, sembra quasi prepararsi a diventare un un tranquillo fiume di pianura, stemperando il suo impeto tra incertezze e divagazioni. Ed ecco che ad ogni piena vengono disegnati nuovi profili che generano ampie zone golenali con lanche stagnanti e grave ghiaiose, rapidamente colonizzate da una folta vegetazione, rifugio ideale per l'avifauna sia stanziale che migratoria.

(1)- Via Vecchia Trevigiana

Segue approssimativamente il tracciato della strada medioevale che portava attraverso Susegana ai guadi sul Piave di Colfosco e Nervesa, usata spesso in alternativa alla "calgrande" (per Bocca di Strada e Santa Maria di Piave) per raggiungere Treviso.

(2)- Ponte Vecchio

Si tratta di una costruzione di epoca medioevale (probabilmente ricostruita su basi precedenti dai veneziani verso la fine del XV sec.) che collegava i feudi dei conti di Collalto con il territorio del Libero Comune di Conegliano. Il manufatto, di ragguardevoli dimensioni (larghezza di 6,2 metri su una luce di 12), è realizzato con l'armilla dell'arcone in mattoni, le spalle e le fondazioni in roccia di conglomerato locale.

 

(3)- Chiesa di Santa Maria

L'antica pieve di Susegana, operante già dal sec. XIII con giurisdizione sul territorio degli attuali comuni di Susegana e Santa Lucia, è di impianto romanico e fu riedificata per iniziativa dei conti Collalto verso la fine del 1400. L'attuale facciata in stile neoclassico risale ai restauri del secolo XVIII. Sulle pareti interne e sulla lunetta del portale laterale sono visibili alcuni affreschi del sec. XV purtroppo frammentari di artisti locali, mentre l'altare accoglie una splendida pala di Giovanni Antonio de'Sacchis, detto "il Pordenone".

(4)- Castello di San Salvatore

Annunciato dalla suggestiva skiline, visibile provenendo da tutte le direzioni, il complesso monumentale si articola nel borgo murato e nella rocca (non visitabile), ancora chiusa dalla porta con il tipico ponte levatoio e il graticcio a punte acuminate.

La rocca, che occupa il terrazzo collinare più elevato lungo il crinale del Colle della Tombola, è stata semidistrutta dai cannoneggiamenti italiani durante il 1918 e contiene i ruderi (con parziali ricostruzioni) dei palazzi comitali, dell'antica Cappella Vecchia o di San Salvatore, e dell'originario mastio, posto nel punto più alto a picco su scarpate scoscese. Il complesso è ancora dominato dalla torre di guardia ricostruita dopo il 1918 che con la specola superiore raggiunge quasi i 38 metri di altezza. Il borgo accoglie ancora oggi le abitazioni dei proprietari e di alcuni dipendenti dell'azienda Collalto. E' circondato da mura con cammino di ronda pensile intervallate da torri "scudate"(perchè aperte verso l'interno in modo da non favorire gli attaccanti che avessero eventualmente conquistato la torre), realizzate in più fasi e con tipologie costruttive anche diverse. Di particolare interesse è l'accesso al borgo da nord, detto "pusterla", costituito da un complesso rivellino a doppia camera con doppie chiusure, saracinesche e ponti levatoi.

(5)- Convento del Carmine

Il complesso eretto nel1523 con l'appoggio del conte Gian Antonio Collalto e successivamente completato grazie alla generosità del conte Antonio IV, è costituito ancora oggi dalla chiesa intitolata a Santa Maria della Consolazione e dal fabbricato conventuale, disposti intorno ad una corte murata su cui si affacciava anche il perduto portico addossato alla chiesa.

(6)- Colle della Tombola

Il toponimo è senza dubbio derivato da "tumba" che può significare, oltre a tomba, sepoltura, anche tumulo o motta con funzioni difensive. Ritrovamenti archeologici risalenti all'età del ferro intorno alla sommità, e la testimonianza di una cronaca cinquecentesca che indica in questo luogo la presenza dei ruderi dell'antico castello dei conti di Colfosco, sembrano confermare la reale importanza strategica ed insediativa del colle.

(7)- San Daniele in Colfosco

L'antica parrocchiale di Colfosco, abbandonata dopo la costruzione più a valle della nuova chiesa di San Daniele (1846-1874) dominava lo scomparso insediamento medioevale di Colfosco alle pendici del Colle della Tombola. I ruderi indicano la sovrapposizione di almeno due costruzioni: la prima, con abside semicircolare sporgente riferibile forse all'alto Medioevo per la tipologia, è riconoscibile a livello di fondazione; a questa in un secondo momento è stato aggiunto il piccolo campanile e successivamente (tra il XVI e il XVII sec.) è stata sovrapposta una chiesa più ampia con abside quadrata.

(8)- Collalto

La leggenda di Bianca, ancella forse troppo disponibile alle attenzioni del conte, murata viva per la gelosia della moglie, rende ancora più suggestiva la mole massiccia della torre che la vide prigioniera e che domina ancora oggi l'antico borgo.

Il centro fortificato di Collalto (dalla località che diede poi il nuovo nome al casato dei conti di Treviso), fondato agli inizi del XII sec., è costituito dal vero e proprio castello articolato in rocca e recinto inferiore, a cui si accede attraverso un'unica porta (aperta su una torre e anticipata dai resti di un rivellino), e dal borgo ampliato in due fasi, circondato da mura con torri e chiuso da due porte, di cui una resta ancora oggi conservata con le aperture per i ponti levatoi carrabile e pedonale. La rocca semidistrutta dalle artiglierie italiane nel 1918, oltre al grandioso mastio contiene i ruderi dei palazzi dei conti con loggiati, stalle ed estesi sotterranei; nel recinto murario inferiore appena separato mediante una porta con muraglia e piccolo fossato, si trovano la chiesa parrocchiale ricostruita nell'800, ma attestata sin dal XIV sec., una torre scudata adattata a campanile e altre due basi di torri.

(9)- Colle di Guarda

Il toponimo, dal longobardo "warda", indica un posto di vedetta; sul colle sono stati anche ritrovati reperti del neolitico e dell'età del ferro.

(1)- Passo Barca

Il toponimo ricorda l'antico guado di Falzè, che risulta attivo nel 1315 nel "catasticum viarum" del comune di Treviso.

(2)- Chiesetta di Sant'Anna

L'antica Santa Maria di Mercadello, nominata in una pergamena originale del 1265, ma probabilmente di origine più antica per la radicata presenza del culto mariano (testimoniata dalla vicina chiesa di Santa Maria di Sernaglia di origine longobarda) prende il nome di Sant'Anna nei primi decenni dell'800. E' dotata di due altari, uno dedicato alla Beata Vergine e l'altro alla Madre di Maria, Sant'Anna.

(3)- Claudia Augusta Altinate

Il tracciato della strada militare, iniziata da Druso e conclusa da Claudio nei primi decenni del I sec. d.C. - riconoscibile partendo da Altino almeno fino ad Olmi di San Biagio di Callalta e, forse per un tratto, anche a Spresiano - punta sicuramente ai guadi sul Piave e alla stretta di Colfosco. Alcuni studiosi accreditano inoltre il tratto Colfosco-Sant'Anna, anche se le modalità costruttive dei manufatti stradali superstiti ed i rifacimenti successivi alle distruzioni sicuramente subite ad opera del fiume Piave farebbero propendere per una datazione all'età medioevale e per l'identificazione del tracciato con " l'antica via dei Mercatelli" (toponimo significativamente derivato dal passaggio di mercanti-mercatores).

 

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