(1)- Via Vecchia Trevigiana
Segue approssimativamente il tracciato della strada medioevale che
portava attraverso Susegana ai guadi sul Piave di Colfosco e Nervesa,
usata spesso in alternativa alla "calgrande" (per Bocca di Strada e Santa
Maria di Piave) per raggiungere Treviso.
(2)- Ponte Vecchio
Si tratta di una costruzione di epoca medioevale (probabilmente
ricostruita su basi precedenti dai veneziani verso la fine del XV sec.)
che collegava i feudi dei conti di Collalto con il territorio del Libero
Comune di Conegliano. Il manufatto, di ragguardevoli dimensioni (larghezza
di 6,2 metri su una luce di 12), è realizzato con l'armilla dell'arcone in
mattoni, le spalle e le fondazioni in roccia di conglomerato locale.
(3)- Chiesa di Santa Maria
L'antica pieve di Susegana, operante già dal sec. XIII con
giurisdizione sul territorio degli attuali comuni di Susegana e Santa
Lucia, è di impianto romanico e fu riedificata per iniziativa dei conti
Collalto verso la fine del 1400. L'attuale facciata in stile neoclassico
risale ai restauri del secolo XVIII. Sulle pareti interne e sulla lunetta
del portale laterale sono visibili alcuni affreschi del sec. XV purtroppo
frammentari di artisti locali, mentre l'altare accoglie una splendida pala
di Giovanni Antonio de'Sacchis, detto "il Pordenone".
(4)- Castello di San Salvatore
Annunciato dalla suggestiva skiline, visibile provenendo da tutte le
direzioni, il complesso monumentale si articola nel borgo murato e nella
rocca (non visitabile), ancora chiusa dalla porta con il tipico ponte
levatoio e il graticcio a punte acuminate.
La rocca, che occupa il terrazzo collinare più elevato lungo il crinale
del Colle della Tombola, è stata semidistrutta dai cannoneggiamenti
italiani durante il 1918 e contiene i ruderi (con parziali ricostruzioni)
dei palazzi comitali, dell'antica Cappella Vecchia o di San Salvatore, e
dell'originario mastio, posto nel punto più alto a picco su scarpate
scoscese. Il complesso è ancora dominato dalla torre di guardia
ricostruita dopo il 1918 che con la specola superiore raggiunge quasi i 38
metri di altezza. Il borgo accoglie ancora oggi le abitazioni dei
proprietari e di alcuni dipendenti dell'azienda Collalto. E' circondato da
mura con cammino di ronda pensile intervallate da torri "scudate"(perchè
aperte verso l'interno in modo da non favorire gli attaccanti che avessero
eventualmente conquistato la torre), realizzate in più fasi e con
tipologie costruttive anche diverse. Di particolare interesse è l'accesso
al borgo da nord, detto "pusterla", costituito da un complesso rivellino a
doppia camera con doppie chiusure, saracinesche e ponti levatoi.
(5)- Convento del Carmine
Il complesso eretto nel1523 con l'appoggio del conte Gian Antonio
Collalto e successivamente completato grazie alla generosità del conte
Antonio IV, è costituito ancora oggi dalla chiesa intitolata a Santa Maria
della Consolazione e dal fabbricato conventuale, disposti intorno ad una
corte murata su cui si affacciava anche il perduto portico addossato alla
chiesa.
(6)- Colle della Tombola
Il toponimo è senza dubbio derivato da "tumba" che può significare,
oltre a tomba, sepoltura, anche tumulo o motta con funzioni difensive.
Ritrovamenti archeologici risalenti all'età del ferro intorno alla
sommità, e la testimonianza di una cronaca cinquecentesca che indica in
questo luogo la presenza dei ruderi dell'antico castello dei conti di
Colfosco, sembrano confermare la reale importanza strategica ed
insediativa del colle.
(7)- San Daniele in Colfosco
L'antica parrocchiale di Colfosco, abbandonata dopo la costruzione più
a valle della nuova chiesa di San Daniele (1846-1874) dominava lo
scomparso insediamento medioevale di Colfosco alle pendici del Colle della
Tombola. I ruderi indicano la sovrapposizione di almeno due costruzioni:
la prima, con abside semicircolare sporgente riferibile forse all'alto
Medioevo per la tipologia, è riconoscibile a livello di fondazione; a
questa in un secondo momento è stato aggiunto il piccolo campanile e
successivamente (tra il XVI e il XVII sec.) è stata sovrapposta una chiesa
più ampia con abside quadrata.
(8)- Collalto
La leggenda di Bianca, ancella forse troppo disponibile alle attenzioni
del conte, murata viva per la gelosia della moglie, rende ancora più
suggestiva la mole massiccia della torre che la vide prigioniera e che
domina ancora oggi l'antico borgo.
Il centro fortificato di Collalto (dalla località che diede poi il
nuovo nome al casato dei conti di Treviso), fondato agli inizi del XII
sec., è costituito dal vero e proprio castello articolato in rocca e
recinto inferiore, a cui si accede attraverso un'unica porta (aperta su
una torre e anticipata dai resti di un rivellino), e dal borgo ampliato in
due fasi, circondato da mura con torri e chiuso da due porte, di cui una
resta ancora oggi conservata con le aperture per i ponti levatoi carrabile
e pedonale. La rocca semidistrutta dalle artiglierie italiane nel 1918,
oltre al grandioso mastio contiene i ruderi dei palazzi dei conti con
loggiati, stalle ed estesi sotterranei; nel recinto murario inferiore
appena separato mediante una porta con muraglia e piccolo fossato, si
trovano la chiesa parrocchiale ricostruita nell'800, ma attestata sin dal
XIV sec., una torre scudata adattata a campanile e altre due basi di
torri.
(9)- Colle di Guarda
Il toponimo, dal longobardo "warda", indica un posto di vedetta; sul
colle sono stati anche ritrovati reperti del neolitico e dell'età del
ferro.
(1)- Passo Barca
Il toponimo ricorda l'antico guado di Falzè, che risulta attivo nel
1315 nel "catasticum viarum" del comune di Treviso.
(2)- Chiesetta di Sant'Anna
L'antica Santa Maria di Mercadello, nominata in una pergamena originale
del 1265, ma probabilmente di origine più antica per la radicata presenza
del culto mariano (testimoniata dalla vicina chiesa di Santa Maria di
Sernaglia di origine longobarda) prende il nome di Sant'Anna nei primi
decenni dell'800. E' dotata di due altari, uno dedicato alla Beata Vergine
e l'altro alla Madre di Maria, Sant'Anna.
(3)- Claudia Augusta Altinate
Il tracciato della strada militare, iniziata da Druso e conclusa da
Claudio nei primi decenni del I sec. d.C. - riconoscibile partendo da
Altino almeno fino ad Olmi di San Biagio di Callalta e, forse per un
tratto, anche a Spresiano - punta sicuramente ai guadi sul Piave e alla
stretta di Colfosco. Alcuni studiosi accreditano inoltre il tratto
Colfosco-Sant'Anna, anche se le modalità costruttive dei manufatti
stradali superstiti ed i rifacimenti successivi alle distruzioni
sicuramente subite ad opera del fiume Piave farebbero propendere per una
datazione all'età medioevale e per l'identificazione del tracciato con "
l'antica via dei Mercatelli" (toponimo significativamente derivato dal
passaggio di
mercanti-mercatores).