LA SCHEGGIATURA DELLA SELCE

percussori i pietra, palco e bosso più selce nera

Mirco impegnato a scheggiare

Grandi e piccoli impegnati a scheggiare

incidente durante la preparazione di una punta

Roberto impegnato in un ritocco a pressione

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Nella fase finale del Paleolitico superiore e in quella antica del Mesolitico, la tecnica utilizzata per scheggiare la selce era la percussione diretta effettuata con percussore in pietra tenera (calcare). Questa tecnica era impiegata nelle fasi di lavorazione mirate alla produzione di lame, lamelle e microlamelle. I supporti ottenuti venivano poi elaborati mediante il ritocco, o mediante tecniche particolari di fratturazione che consentivano di dare una forma voluta a strumenti ed armature. Oltre alle tecniche ed ai metodi adottati dai cacciatori/raccoglitori sull' Altipiano del Cansiglio, sono state sperimentate alcune tecniche più antiche, ripercorrendo le principali tappe dell'evoluzione tecnologica durante il Paleolitico superiore mostrando così gli aspetti discriminanti l'Aurignaziano ed il Gravettiano, sviluppatisi in Europa rispettivamente a partire da 38.000 anni fa e da 29.000 anni fa. Le catene operative identificate fino ad ora consentono di stabilire l'utilizzo, per entrambi, della tecnica di percussione diretta con percussore organico per le fasi di piena scheggiatura e con percussore litico per le fasi di messa in forma e di gestione del nucleo. I metodi sono diversificati, nell'Aurignaziano si distingue una produzione di lame ed una di lamelle, spesso ottenute nell'ambito di un'unica catena operativa caratterizzata da una gestione che comportava una forte e progressiva riduzione delle dimensioni del nucleo e, quindi, dei prodotti laminari (s.l.); nel Gravettiano si distinguono catene operative dedicate esclusivamente alla produzione di supporti dotati di caratteri estremamente stereotipati.

      Le informazioni necessarie a definire le tecniche e le modalità con cui la selce veniva lavorata ci vengono date dallo studio degli insiemi litici recuperati dai siti, e dall'Archeologia Sperimentale. Quest'ultima disciplina si occupa della riproduzione delle tecniche e dei metodi di scheggiatura facendo variare un parametro per volta stabilendone l'efficienza. È quindi necessario, durante la prestazione volta alla riproduzione di una determinata catena operativa, stabilire un contatto con il pubblico mediante pause dedicate alla spiegazione delle caratteristiche dei manufatti ottenuti con una determinata tecnica, o fornire la spiegazione della funzione di una determinata scelta da parte dello scheggiatore.

      Gli esperimenti sulla scheggiatura sono necessariamente suddivisi in due categorie:

-          riproduzione delle tecniche di scheggiatura

-         lo studio delle repliche: comparazione dei caratteri tecnici con quelli riscontrabili sui manufatti archeologici.

            L'attività di scheggiatura ha permesso di produrre strumenti che hanno sopperito a buona parte delle necessità tecnologiche poste dalla lavorazione delle materie animali e vegetali. Per la raschiatura della pelle sono stati realizzati grattatoi, per lo più frontali lunghi e corti, sia piatti su lama che carenati su lama e su scheggia, poi utilizzati per tempi diversi sia immanicati che non. Per le azioni di taglio sono state prodotte lame e schegge con profilo tagliente, anche in questo caso prendendo i tempi e le modalità di impiego. Si sono potuti così ottenere diversi manufatti dotati di tracce lungo i margini, del tutto confrontabili con quelle presenti sui reperti archeologici comunemente rinvenuti nei siti. Risulta infatti di estremo interesse la determinazione traceologica, in quanto i dati forniti da questa nuova disciplina scientifica permettono di interpretare la funzionalità dei singoli manufatti e quindi le modalità insediative nel sito.

Per la realizzazione dei supporti e per la fabbricazione degli strumenti litici si sono espresse più catene operative a partire da noduli, liste e grandi schegge, volte alla produzione di grandi lame, lame e schegge, poi ritoccate. La tecnica di distacco impiegata è la percussione diretta mediante ciottoli in pietra tenera come il calcare, o dura come il granito o il basalto; la percussione organica, mediante bastoni in legno di bosso o con l'utilizzo di martelli ricavati dal palco di cervo.