TESTIMONIANZE

Le donne che abbiamo intervistato ci hanno raccontato vari episodi legati alla vita in filanda, episodi che ci testimoniano quanto difficile fosse una volta la vita delle donne .
In filanda, per il calore dell'acqua delle bacinelle e il cattivo odore delle crisalidi morte, era necessario tenere le finestre aperte con la conseguenza che molte, in inverno si ammalavano.
Durante l'ora del pranzo consumavano sul posto di lavoro il cibo portato da casa e contenuto in una gamella che alcune mettevano a scaldare nell'acqua delle bacinelle, sporca e maleodorante.
Una donna che veniva dalla Tombola un giorno per stanchezza o distrazione commise alcuni errori e fu sospesa dal lavoro per una giornata. Per timore di ricevere rimproveri dal marito, il giorno dopo andò ugualmente a Ponte e chiese al gestore di un'osteria se poteva prenderla per quella giornata a lavare i piatti.
Una ragazza tredicenne (in filanda lavoravano anche ragazzine) scendeva da Collalto con in tasca solo una fetta di polenta per il pranzo: Vedendo nel campi l'uva matura, colse un grappolo, ma fu scoperta da un guardiano che voleva punirla, ma poi intervennero altri a difenderla e così poté andare.
Dal 1955 il conte Collalto affittò la filanda al commendator Nembri di Milano.filanda.jpg (16641 byte)
Le operale erano alquanto timorose nei confronti del nuovo padrone. Un giorno in cui venne in visita un'operaia, che non si era accorta della sua presenza, stava cantando, ma si interruppe di colpo appena lo vide. Lui la pregò di continuare, anzi le chiese di farlo sempre perché gli piaceva sentire Ie donne cantare.





              La filanda con l'alta ciminiera della caldaia.


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