LA PIAVESELLA

Agli inizi di questo secolo fu scavato un canale artificiale, detto Piavesella perché prelevava l'acqua dal Piave attraverso un sistema rudimentale di chiuse mobili fatte con tronchi di legno. Solo negli anni '50 fu collegato con il nuovo canale Castelletto-Nervesa.
La presenza di questo corso d'acqua favorì il sorgere di attività industriali perché forniva energia idraulica per azionare, come già detto, ili compressore delle celle frigorifere del caseificio; sul suo corso si trovavano, inoltre, segherie, mulini e una centrale idroelettrica che forniva energia a tutta l'azienda e che è tuttora funzionante. Anche la filanda dipendeva dalla Piavesella, in quanto prelevava l'acqua per le bacinelle della lavorazione dei bozzoli e per la grande caldaia.
Un altro canale artificiale, presente all'interno della Tenuta, era il Brentella. Lungo il suo corso fu installata una segheria, ancor oggi in attività.

LA SEGHERIA

All'interno dell'azienda Collalto erano in funzione seghe da legname alla cadorina, che sfrattavano la forza motrice dell'acqua.Una di queste, ancora attiva, si trova nel comune di Falzè, al confini con la frazione di Colfosco.
In origine la segheria era di proprietà dei Conti Collalto e nel 1920 era passata in affitto ad un certo signor Longo e successivamente, nel 1924 il Conte Collalto la cedette ancora in affitto a Breda Marco.
Intorno agli anni Trenta, Breda Marco l'acquistò dai Collalto e ne rimase proprietario con la sua famiglia fino alla sua morte nel '62. Quindi la proprietà rimase al figli che ne hanno continuato l'attività.
La segheria, fin dall'inizio, aveva annessa un' altra attività, la trebbiatura del grano con la trebbiatrice fissa, che trebbiava nei mesi estivi frumento prodotto nelle stesse campagne del Conte Collalto, per compensare il lavoro di segagione dei tronchi che non era rilevante come negli ultimi decenni.
Dal 1960 questa seconda attività è stata sospesa sia per le mutate necessità di portare questo tipo dì lavoro sui campi con macchine mobili, ma soprattutto perché cominciò per la segheria una lavorazione rilevante di tronchi, di provenienza russa e successivamente dall' Africa.
Fin dall'inizio la segheria era azionata da una grande ruota a pale che giravano per la spinta dell'acqua dei canale "Brentella" che scorre adiacente alla segheria. E' un canale artificiale con acque di derivazione del fiume Soligo e tale ruota costituiva l'unica forza motrice dell'impianto.
Col sopraggiungere di un cresciuto lavoro si è reso necessario modificare questo
primo impianto e sostituirlo con una turbina a potenza idraulica.. Ma col passare del
tempo questa forza era ancora insufficiente a muovere 'Le vario macchine aggiunte
per una lavorazione più consistente.
Attualmente la forza idraulica copre solo in parte il funzionamento dei macchinari.
I proprietari ricordano che, quando erano piccoli, nel piazzale della segheria si trovavano solo tronchi di rovere abbattuti nei boschi di Collalto, tronchi che, una volta lavorati, venivano spediti a Venezia per rafforzare le fondamenta delle costruzioni.
Negli anni '50 i tronchi di abete da trasformare in tavole provenivano dai boschi del Cadore; successivamente, essendosi questi impoveriti, si faceva  arrivare il legname da altri stati.


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