LA FILANDA

Lo stabilimento era situato nella parte interna del grande complesso del Barco e iniziò la sua attività nel luglio del 1929.
I bozzoli erano forniti dal mezzadri di Collalto che allevavano 'i bachi in casa; dopo il 1950 si acquistavano anche da altre zone come ad esempio Oderzo, o diverse località del Friuli.
Negli ultimi anni, prima della chiusura definitiva, avvenuta nel novembre 1968, i bozzoli provenivano anche dalla Cina e dalla Siria.
Verso il 12-13 giugno i coloni di Collalto portavano i bozzoli alla filanda in grandi ceste o sacchi dopo aver fatto una prima cernita a casa per separare le :faloppe", cioè i bozzoli mal riusciti, che raccoglievano in un sacco a parte e consegnavano insieme agli altri in filanda.

L'ESSICCAZIONE

Appena giunti in filanda, i bozzoli dovevano essere essiccati immediatamente per evitare la fuoriuscita della farfalla con conseguente danneggiamento del filo.
L'essiccazione avveniva in forni a ventilazione forzata . L'aria calda, la cui temperatura si aggirava intorno agli 85 gradi era prodotta da una caldaia che dal 1929 al 1933 circa, funzionava a legna e richiedeva la presenza costante, giorno e notte, di un fuochista e il controllo di un macchinista; in seguito fu usato come combustibile la nafta.
L'essiccazione completa durava 12 ore. Quando però la quantità di bozzoli era elevata si faceva solo una prima essiccazione, per poi completarla in seguito, perché morisse la crisalide, con il rischio però che il bozzolo si macchiasse per la fuoriuscita del liquido dell'insetto.
Per 15 giorni il lavoro continuava a ritmo intenso, di giorno e di notte, fino alla fine di giugno. Nell'edificio centrale avveniva essiccazione dei bozzoli migliori selezionati dal contadini, mentre gli scarti venivano essiccati in un edificio vicino, più basso, il cosiddetto "Pellegrino". Trascorso il tempo necessario per l'essiccazione completa, i bozzoli venivano messi a raffreddare nelle "bisacce" cioè grandi sacchi di juta, quindi portati con un carretto a due ruote nei magazzini di deposito situati al pian-terreno o anche nel granai.
Questo lavoro era molto duro per le elevate temperature a cui erano esposti gli operai, i quali- dovevano bere molto e spesso. Per i turni di notte gli addetti erano in gran parte uomini.
Perché l'essiccazione riuscisse bene era necessario controllare attentamente la temperatura dell' aria e la ventilazione in quanto, se non erano quelle giuste, ci sarebbero state difficoltà nella filatura e i bozzoli non avrebbero dato una buona resa.


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