IL CASEIFICIO
L'allevamento del bestiame aveva grande
importanza all'interno dell'azienda Collalto, che negli anni trenta poteva contare su
un'elevata produzione di latte fornito sia dai mezzadri, sia dagli allevamenti delle
stalle industriali.
Fin dal 1897 era in attività un caseificio per la trasformazione del latte; in seguito la
lavorazione fu trasferita nell'ala nord dei complesso del Barco, dove aveva sede un
caseificio modernamente attrezzato, capace della lavorazione di 30 q. di latte circa al
giorno e dell' allevamento di oltre 200 maiali per mezzo del siero e degli scarti della
lavorazione .
Il latte veniva lavorato a freddo: per fare il burro veniva scremato togliendo la panna.
Invece per fare il formaggio il latte veniva trasferito nelle "caliere" con
l'aggiunta del "conaio" ovvero il caglio. In questa maniera il latte si
coagulava e si formava il formaggio.
A proposito dei prodotti caseari, scrive il dott. C.. Marani in una relazione
tecnicoeconomica sull'azienda dei conti Collalto, nel marzo 1929 ". I prodotti
hanno il pregio della fabbricazione perfetta e quello che deriva dalla natura dei foraggi,
i quali specie nelle parti collinose, contengono essenze aromatiche, che conferiscono ai
prodotti, il burro in specie, un' assai gradevole sapidità.
Annesse al caseificio c'erano le celle frigorifere, raffreddate utilizzando l'etere come
liquido refrigerante, messo in circolo nelle serpentine tramite un compressore azionato
dalla forza idraulica della Piavesella che scorreva sotto i locali.
Queste celle frigorifere potevano essere utilizzate , soprattutto nei mesi estivi, anche
per conservare la carne delle bestie macellate.
I coloni dovevano portare il latte ai caseificio due volte al giorno dopo ogni mungitura:
la mattina alle 6 e alla sera alle 19. A turno, ogni contadino prelevava il latte da due o
tre case vicine e, insieme al suo, lo portava al caseificio. I contenitori erano di
alluminio e potevano contenere 25 o 50 litri. Questi potevano essere messi in due tipi di
carretti: il primo trasportava tre bidoni ed era trainato da una bicicletta; il secondo
poteva trasportare 7-8 bidoni ed era trainato da un motorino
Del latte prodotto, ogni giorno il contadino teneva 1/4 di litro per ogni componente della
famiglia, il resto veniva portato in latteria dove era pesato e il peso era annotato in un
apposito registro.
Come per gli altri prodotti, una metà andava a Collatto, l'altra al contadini, i quali
prelevavano le forme di formaggio che spettavano loro in base alla quantità di latte
prodotto. Nel caso che non lo consumassero tutto, potevano venderle e tenersi il ricavato.
Al caseificio si recavano ogni giorno gli abitanti della zona che non avevano la stalla,
come gli impiegati, gli operai, i braccianti per comprare il latte; non c'era, invece, la
vendita al dettaglio del formaggio che veniva venduto a forme intere ai negozianti.
L'attività del caseificio cessò nel 1957: infatti l'indirizzo assunto nel confronti
dell'allevamento, da quell'anno diede priorità al bestiame da ingrasso, con conseguente
calo della quantità di latte prodotto che venne allora destinato alla Latteria Sociale di
Soligo. |