LA CANTINA

Tra le varie attività di trasformazione dei prodotti agricoli, quella enologica è una delle più antiche e l'unica sopravvissuta alla grande industria.
Infatti la coltivazione della vite ha una lunga tradizione nelle nostre zone e si può dire che faccia parte della nostra cultura.
Già alla fine degli anni '20, l'azienda Collalto aveva dei vivai, come quello di Mandre, dove venivano coltivate le viti americane, su cui venivano costituite, mediante innesti, le barbattelle. diverse a seconda della natura e del grado di calcare dei terreni.
I vitigni classici erano: prosecco, verdiso e riesling per la collina, raboso per la pianura.
Fino all' inizio di questo secolo i locali per la pigiatura e la conservazione del vino erano situati all' interno del castello, in vasti seminterrati.
La cantina attuale fu costruita nel 1902 e ripristinata radicalmente dopo la prima guerra mondiale, durante la quale aveva subito gravi danni. Anche se negli anni successivi furono apportati degli innovamenti tecnologici che determinarono nell' edificio la sovrapposizione di elementi necessari per il processo produttivo, la struttura muraria ha conservato il suo aspetto originale.
Negli anni '30 si producevano dai 25000 ai 35000 ettolitri di vino che veniva conservato in botti di rovere di Slavonia che acquistavano presso la dita Da Damian a Conegliano e in vastissime vasche di cemento.
Già allora la cantina era dotata di moderne macchine per la pigiatura dell' uva, e per la manipolazione e lavorazione del vino.
Insieme alla produzione del vino era presente fin dal 1882, anche l'attività di una distilleria Spiriti dell' azienda basata sulla distillazione di cereali e vinacce; distrutta con la prima guerra mondiale, non fa più ricostruita.
Continuò, invece, all' interno della cantina, la distillazione per la produzione di alcool per uso chimico (circa 1000 litri l'anno).


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