LA PESCA SUI LAGHI DI REVINE LAGO E TARZO

Vecchi attrezzi e tecniche

L'antropologia culturale, l'etnologia e l'etnografia possono seguire nelle loro ricerche il filone della civiltà materiale. Costituiscono l'ambito di quest'ultima disciplina tutte le attività concrete dell'uomo: i lavori, gli strumenti, gli attrezzi inventati o importati (ma comunque usati e tramandati) i manufatti, le costruzioni, i cibi ecc. Anche questi aspetti, che differenziano spesso in modo, preciso, in gruppo umano, da un altro, sono riconducibili a modi di interpretare il mondo e quindi a modi di pensare.  Nell'ambito della civiltà materiale si collocano pertanto, assieme agli altri aspetti enumerati sopra, tutte le attività, anche quelle praticate in funzione complementare.
La pesca sui laghi di Revine Lago e Tarzo, è stata fin da epoche remote (ritrovamenti preistorici in località "Stret") in attività importante di sussistenza: essa costituiva nei paesi adiacenti ai laghi una forma di integrazione dei prodotti dell'agricoltura, sia nel caso che il pesce venisse direttamente consumato, sia nel caso che venisse venduto; degli obblighi di liquidazione "in natura" ittica sono testificati da alcune locazioni dell'Abazia di Santa Maria di Follina con la dicitura, qui tradotta dal latino medioevale, "libbre di pesce grosso".
Oggi la pesca sui laghi, fra l'altro minacciati da fenomeni di inquinamento, e eutrofizzazione, non si impone più come attività di sussistenza: essa è per lo più praticata come hobbies ma rimane comunque radicata in termini di continuità ideale con una cultura materiale secolare, anche se molti degli attrezzi antichi non sono più usati (anche perché in buona parte messi al bando), dai nipoti dei vecchi pescatori.

Vengono qui di seguito illustrati i principali attrezzi e le loro funzioni d'uso.

http://www.tragol.it