IL COMIGNOLO (CAPEL)
Nelle case più vecchie, ma ancora oggi in montagna il comignolo non era presente, il fumo usciva direttamente tra i fori della copertura in laste e dei muri perimetrali.
A partire dal 1600, con il diffondersi del mattone prodotto nelle numerose fornaci a conduzione famigliare sorte nella zona di Revine e Colmaggiore, il comignolo è diventato un elemento importante nel contesto dell'edificio con funzione anche decorative. Ciò si nota nella ricercatezza dei particolari, nelle cornici con i bordi arrotondati, nella coperture a quattro falde, dove dell'artigiano poteva dimostrare tutta la sua abilità che spesso firmava scrivendo sulla malta fresca la data e il proprio nome.
Ne abbiamo trovati con copertura piana, con copertura a due falde, a quattro falde (detta anche a padiglione) e alcuni camini molto più ricercati sia nella forma che nel tentativo di aumentarne l'efficienza.
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Copertura piana |
A due falde |
A padiglione |
Con chiusura laterale |
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Revine, via Sommavilla |
Loc. Nogarolo |
Revine, via Sommavilla |
Revine, via dei Mei |
In tutti si nota la semplicità delle forme e la povertà dei materiali usati (le risorse dell'epoca non concedevano molte stravaganze), ma la tradizione tramandata da padre in figlio e la fantasia del costruttore hanno fatto sì che in ognuno di essi si possano riscontrare elementi caratteristici che ne personalizzano l'aspetto, a differenza di quelli moderni, spesso prefabbricati e forse anche più efficienti, ma quasi sempre anonimi.
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