CONCLUSIONI.

Giunti alla fine di questa ricerca, non nascondiamo una certa delusione nell'aver appreso che non sempre le cose di una volta erano migliori di quelle di adesso, come spesso ci siamo sentiti dire.

Eravamo convinti, che la vita attorno al focolare fosse un privilegio riservato alle generazioni che ci hanno preceduto, a cui noi non avremmo pił potuto partecipare.

A conti fatti, da quanto abbiamo potuto ricostruire e verificare, abbiamo accertato che il focolare aperto, "larin" non veniva usato per riscaldare la casa e la vita che ci si svolgeva nei pressi non doveva essere delle migliori, probabilmente esso serviva quasi esclusivamente per cucinare il cibo, ma a quale prezzo!

Immaginiamo:

  • la difficoltà di accendere il fuoco, quando non esistevano ancora i fiammiferi, importati nei nostri paesi solo dopo la seconda metà del 19° secolo,
  • la grande penuria di legna da ardere a disposizione delle famiglie dovuta allo sfruttamento agricolo e a pascolo della quasi totalità del territorio disponibile, come è emerso dai racconti delle persone anziane che abbiamo intervistato;
  • la scarsa efficienza riscaldante del focolare di tipo aperto, che tutt'al più poteva riscaldare solo lo spazio delimitato dalle panche della "ritonda";
  • la immancabile presenza di una coltre di fumo nella stanza, di cui sono ancora ben evidenti i segni in quasi tutte le cucine che abbiamo visitato.

Tutto sommato possiamo dire di essere molto più fortunati dei nostri antenati, svegliarci la mattina con il tepore diffuso in tutta la casa dal riscaldamento centralizzato, aprire il rubinetto e trovarvi l'acqua calda, premere un bottone e come d'incanto una fiamma sprigiona dal fornello; a casa, a scuola, ma in ogni altro luogo le condizioni di vita sono quasi sempre molto confortevoli.

Del resto, e questa è un'ulteriore conferma delle nostre deduzioni, una volta, dopo una dura giornata di lavoro ci si ritrovava per fare il "filò" nella stalla, al calore prodotto dalle mucche e non nella cucina, dove il fuoco era  probabilmente già spento per risparmiare la poca e  preziosa legna, con le braci ricoperte dalla cenere per avere la possibilità di riattizzare il fuoco il giorno dopo.

 


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