Testimonianze di Casagrande Ennio

Casagrande Ennio, ex sindaco di Tarzo dal 1980 al 92

Nei primi anni da Sindaco mi capitò di prendere visione di parecchie lettere provenienti dal Sud America ed in particolare dall'Argentina e dal Brasile, erano scritte da discendenti di emigranti del nostro Comune partiti tra il 1880 e 1920.
Le richieste erano in prevalenza quelle di avere notizie sulle radici della loro famiglia ma anche di poter avere la possibilità di ottenere la cittadinanza italiana.
Nel limite del possibile cercai di assecondare le richieste per le quali potevo avere dei documenti tenendo conto che durante la prima guerra mondiale l'archivio comunale fu distrutto da un incendio.Fu così che riuscii a mettere in contatto alcune famiglie (Bianchet, Casagrande, De Pizzol, Nogarol).
Ebbi occasione di vedere copie di documenti storici: certificati di servizio militare nell'esercito austriaco del 1866, scoprire che lo scorso secolo non esistevano i cognomi De Coppi Andeon Tomasi ma questi un tempo erano tutti Nogarol; leggere la storia di Maria partita coi genitori a soli tre mesi e arrivata d destinazione in Brasile quando già camminava:
Poiché anche i miei nonni mi raccontavano di parenti emigrati in Brasile e dei quali non avevano più notizie dal 1935 e ricordavano solo il nome del paese "Casa Grande Morates", approfittai di un viaggio organizzato e con altri amici nel 1985 partii in aereo da Roma per Rio de Janeiro.
Ci imbattemmo più volte in discendenti di italiani ma rimanemmo colpiti quando un gruppo di persone che, sapendo che eravamo italiani ,ci parlarono in dialetto veneto, anche se un po' antico, provenivano dalla regione di Espirito Santo.
E' con queste persone che passammo la maggior parte del tempo dedicato alla ricerca dei discendenti di emigrati provenienti dalla nostra zona e ben dieci furono le famiglie rintracciate.
Notammo con soddisfazione che i giovani (ormai quarta generazione) avevano un livello culturale molto elevato, la maggior parte era laureata, quelli della terza generazione avevano incarichi pubblici di rilievo (nella regione di Espirito Santo ben 12 deputati erano di origine veneta).
Ogni famiglia conservava come cimeli dei pezzi di storia dei propri nonni provenienti dall'Italia, un certificato di battesimo della parrocchia di Tarzo del 1898, una corona del rosario acquistata a Santa Augusta prima del 1900, una foto di famiglia del 1902, una " racola", delle frasi in antico dialetto, dei vecchi attrezzi di lavoro fatti a mano nel secolo scorso.
I più vecchi ricordavano i racconti dei loro padri, le storie erano quasi tutte uguali: partenza dal paese perché non c'era da mangiare, il viaggio per il porto di Genova, tre lunghi mesi di nave, altri mesi di spostamenti a piedi, i primi lavori come boscaioli o per costruire strade o altro, l'acquisto della prima mucca , la costruzione delle prime due stanze, il nome del paese che veniva fondato ex novo, il primo allevamento di bestiame, poi un'attività commerciale o edilizia e sempre tanta "sandade" parola brasiliana che pronunciavano con una lacrima agli occhi e che vuol dire nostalgia per il proprio paese d'origine.
Fu nel paese di Santa Maria che decisi di tirar fuori dalla valigia il gonfalone del Comune di Tarzo che avevo portato per l'occasione, organizzammo una grande festa metà brasiliana e metà veneta e qui esaurimmo tutto il prosecco portato dai Mondragon e consegnammo ad ogni famiglia una locandina che rappresentava tutto il vittoriese.
Nelle vicinanze abita Alberico Antonio De Pizzol brasiliano con origini Tarzesi che si incaricò di fornirci notizie sui nostri emigrati e spedircele periodicamente, cosa che poi fece regolarmente fino al 1992.
Noi gli promettemmo di rintracciare i suoi parenti e che l'avremmo invitato a Tarzo, la cosa si realizzò nel 1989 con soddisfazione reciproca anche se, come è successo per tante famiglie del nostro comune, la maggior parte dei parenti erano a loro volta emigrati in Francia.


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