Il lavoro dei contadini era
strettamente legato alle stagioni, ieri ancor più di oggi: i cicli naturali dettavano
legge e gli uomini dovevano adattarsi.
Passiamo ora in rassegna i lavori di un anno, mese per mese, così come ce li ha descritti
un uomo nato e vissuto sempre in campagna.
A gennaio si continuava il lavoro, già iniziato in dicembre,del "zarpir"
le viti, tagliare e girare i tralci legandoli con le "sacche"
alla "mazza" della vite.
(Le "sacche" sono i rami molto flessibili di un tipo
di salice. Invece la "mazza" è un dei rami principali
orizzontale al terreno.)
Alle donne spettava il compito di raccogliere i tralci tagliati, che venivano legati in
fascine e conservati per accendere il fuoco. Questo lavoro durava fino alla fine di marzo.
In aprile si cominciava a tagliare l'erba con il "faldin"
(falce); il 'faldìn ", perché tagliasse, veniva prima
battuto col martello in modo da rendere la lama sottile (era molto importante che la lama
fosse sottile perché si faceva metà fatica a falciare); dopo un po' che sì tagliava I'
erba ci si fermava per "usar"' (affilare) il "faldin"
Quando I' erba era secca , il fieno veniva raccolto nelle ore più calde della
giornata, veniva portato a casa e messo nei fienile.
Sempre in aprile si terminava di arare con i buoi per preparare il terreno alla semina del
granoturco. Prima di seminare sì creavano dei solchi con un aratro chiamato "solzariol".
Nei "concoi" (la parte superiore del solco) si
seminava la "biava" con il badile o con una forca apposita a tre denti ; invece
nel solco si piantavano le zucche e le angurie.
In mezzo alle viti, invece sì piantavano i fagioli e si cominciava la pompata con il
solfato di rame e la calcina Per pompare occorreva una pompa che a volte era a spalla
oppure si usava un carro con una botte una pompa la quale veniva azionata da un uomo, e
gli altri uomini: uno guidava i buoi e gli altri due pompavano le viti con due getti.
In maggio si continuava la pompatura.
In giugno veniva il momento della mietitura e gli uomini e le donne
andavano nei campi a tagliare il "forment'"(grano) con
il "faldin" e la "messora"
(un grande coltello con la punta ricurva);
Man mano che veniva tagliato, veniva raccolto in "mane"
le quali si legavano con lo stesso "forment". Circa 15 "mane" venivano
messe in piedi ed altre sopra, messe inclinate in modo che se pioveva I'acqua scolasse
scendendo, senza bagnare il grano sottostante e questi erano i "frati",
poi c' erano le "moneghe " le quali erano composte da
meno "mane" rispetto ai "fratì"
e quindi erano più piccole.
Finita la mietitura i "frati" venivano portati a casa
nella "tieda"; chi non
aveva posto nella "tieda" metteva i "frati"
nell'aia messi in "medoni".
Quando arrivava il turno passavano le macchine a vapore di proprietà privata con le
trebbie trainate dai buoi.
Solo verso gli anni '30 il Collalto comprò le prime macchine a vapore e le trebbie.
A S. Anna cioè il 26 di luglio si terminava la pompatura delle viti.
Ai primi di agosto si raccoglievano i fagioli (fasìoi)
con tutta la pianta e si portavano a casa con i carri e li si sgranavano per poi metterli
via.
A settembre quando il granoturco era maturo, si tagliavano le cime che
venivano date come cibo alle mucche. Poi si raccoglievano le pannocchie direttamente nel
campo e si portavano a casa in sacchi. Qui si toglievano ì "scartoz"
dalle "panoce" che poi si portavano nel granaio. Quando occorreva si "gratolavano",
cioè si sgranavano, le pannocchie e poi si portava li grano al mulino. Invece di pagare
la macinatura, si lasciava una parte della farina.
Sempre in questo mese si lavavano le botti per prepararle per il vino.
Quando si vendemmiava, I'uva veniva messa in cesti, che venivano pesati con la "staliera",
poi versata in due tini, "brente", in modo che
avessero lo stesso contenuto. AI termine della gionata passava il fattore che sceglieva la
parte da destinare all'azienda Collalto; I'altra restava alla famiglia della casa, poi
veniva pigiata in una tina con i piedi. In m'ora e mezza una persona poteva pigiare dieci
quintali di uva. SI lasciava fermentare per 10-15 giorni, quindi si filtrava e si
travasava nelle botti.
In ottobre si continuava la vendemmia mentre in novembre
si cominciava I' aratura e sì seminava il grano. Anticamente si faceva a mano, poi
arrivò anche la seminatrice tirata dai buoi.
In dicembre si cominciava la potatura delle "vide":
"curar" e "zarpir"("curar"
pulire e tagliare i tralci, e "zarpir" girare i tralci
e legarli con le "sacche".) |