I CIBI
L'alimentazione dei nostri nonni era molto
frugale: i cibi erano misurati e, nella quasi totalità prodotti in casa.
A colazione c'era polenta e latte per tutti; a pranzo di nuovo polenta, poi fagioli, a
volte una fetta di cotechino (muset), o di formaggio.
La sera radicchi e fagioli, qualche volta uova o una fetta di salame e sempre polenta.
D'inverno si usava condire i radicchi con lardo tritato e cotto (consar i
radici col lardo).
Nei giorni di festa si mangiava pollo arrosto e polenta e, solo nelle grandi solennità
come Natale e Pasqua, ci si permetteva una gallina in brodo.
Il dolce più conosciuto e consumato era la pinza, preparata soprattutto per il "Panevin"
che non aveva niente a che vedere con quella che sì trova oggi dal fornaio. Si preparava
una polenta , poi si aggiungevano altri ingredienti che si trovavano in casa, come l'uva
secca, la zucca, le noci, i fichi messi a seccare infilati negli spini dei rami di una
pianta spinosa che formava cespugli e anche mele secche, che preparavano tagliando i
frutti a fette, poi le infilavano in uno spago e le mettevano al sole.
A tavola si sedevano solo gli uomini ; le donne dovevano servirli, poi mangiavano anche
loro. I bambini consumavano il loro pasto in una scodella, seduti in disparte o sul
" larin " o sulla a scala. |