LE CASE DEI COLONI DI COLLALTO
Chi si trovasse a passare per le
strade del comune di Susegana, non potrebbe fare a meno di notare nelle campagne il
succedersi ripetitivo, quasi monotono,di edifici rurali che, pur con differenti tipologie,
presentano caratteristiche comuni, quali, ad esempio, il colore giallo-arancio e una o due
strisce orizzontali rosse, in corrispondenza dei solai dei vari piani.
Sono le case, costruite dopo la prima guerra mondiale per i coloni di Collalto; la
striscia rossa che le caratterizza serviva a distinguerle dalle case coloniche del conte
Brandoliní, (le cui proprietà confinavano con quelle dei Collalto) che avevano invece la
striscia azzurra.
Ora, in seguito alla scomparsa della mezzadria, sono m parte divenute proprietà degli ex
coloni, e perciò spesso ristrutturate e adattate alle nuove esigenze di chi vi abita;
molte sono rimaste di proprietà dell'azienda e cedute in affitto, ai braccianti o altri
dipendenti oppure lasciate disabitate.
Sono appunto queste che ci mostrano con maggior efficacia l'aspetto delle case rurali dei
nostro territorio, la cui struttura corrispondeva a precise esigenze pratiche di chi vi
abitava e non era mai casuale.
Cominciamo con l'esaminare le diverse tipologie sulla base di quanto abbiamo rilevato
attraverso visite dirette o interviste.
Abbiamo notato che, seppur di diverse dimensioni, alcuni locali erano presenti in, tutte
le case, con una successione quasi uguale.
Al piano terra troviamo la cucina di dimensioni, in genere, molto grandi, a volte anche di
8 metri per 9 famiglie dì 20 - 30 persone. A fianco c'è la, adatta ad accogliere i c'è
la cantina, accanto la stalla Il ricovero attrezzi poteva essere posto fra la cantina e la
stalla ed allora si presentava come un ampio vano aperto, oppure poteva essere la tettoia
adiacente alla stalla.
Molto spesso questi locali facevano parte di un corpo unico, in altri casi troviamo 1.1
ricovero attrezzi ed il fienile staccati dal corpo centrale.
Al primo piano sopra la parte abitativa, a cui si accedeva per mezzo di una scala in
legno, c'erano le camere da letto, in genere piccole perché i mobili non erano molti ed
anche perché, essendoci più famiglie, era necessario ricavare, il maggior numero
possibile dì locali. Ogni coppia di sposi aveva una camera in cui dormivano anche i figli
fino a tre,quattro anni; poi questi venivano messi insieme a seconda dei sesso, fratelli o
cugini che fossero.
Il secondo piano, in genere più basso, era occupato dal solaio, un'unica grande stanza in
cui si metteva il granoturco ad asciugare: si chiama infatti anche granaio,
"graner"
In maggio qui si sistemavano i graticci con i bachi da seta, poi i rami di gelso in cui
formavano i bozzoli.
La casa poteva essere " ugnola ", cioè semplice, se la larghezza comprendeva
una sola fila di stanze che venivano ad avere così le finestre sia sul lato davanti deIla
casa che sul lato posteriore.
Oppure poteva essere doppia, se comprendeva due file di stanze col corridoio in mezzo. La
differenza era dovuta alla disponibilità di travi più o meno lunghe per i solai ed il
tetto.
Il materiale da costrizione era vario; la parte inferiore era spesso costruita con
materiale del posto: sassi del Piave, blocchi di roccia ricavati dalle cave delle nostre
colline (conglomerato). Nella parte superiore prevalevano i mattoni. Non è raro vedere
anche materiale di recupero, come tegole o anche pezzi di legno. I pavimenti del piano
terra erano in mattoni di terracotta, mentre al primo piano erano di legno, come pure le
scale. Le travature erano di rovere.
Casa BANCHET

Casa MASETTO

Casa SACCO

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