LA CANTINA

In ogni casa di campagna vi erano i locali per il vino: la stanza per pigiare I'uva, "falador" e la cantina "caneva".
La pigiatura era fatta calpestando con i piedi l'uva in un tino, "brenta" poi bisognava farla fermentare per alcuni giorni in modo che sì trasformasse in vino "via novo" che doveva poi essere travasato per rimanere limpido.
La cantina era sempre posta a nord perché doveva essere un luogo fresco per evitare che ì prodotti andassero a male.
Il suo pavimento era di terra battuta perché mantenesse I' umidità e la temperatura ideale.
Spesso era costituita da due locali, uno a cui si accedeva dal cortile, esposto a sud, chiamato la stanza dei "impresta", dove si mettevano gli utensili e gli attrezzi necessari; da qui si passava nella cantina vera e propria, a nord, in cui c'erano le botti coi vino ma dove si conservavano anche le sopresse e i salami, che garantivano la presenza di un po'' dì carne sulla tavola dei contadini per tutto un anno.


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