BACHICOLTURA
Un lavoro molto diffuso nelle nostre campagne
fino a qualche decennio fa, prima dell'avvento dell'industrializzazione, era l'allevamento
dei bachi da seta che serviva per arrotondare le magre entrate dei colori .
Si compravano le uova a once (un'oncia rendeva circa un quintale di sera)
I bachi cominciavano a nascere dopo la metà di aprile, per S. Marco, quando la
temperatura è ancora fredda: richiedevano molta cura perché dovevano restare in
ambiente tiepido perciò per qualche settimana venivano sistemati in cucina su graticci
che dovevano essere cambiati perché crescevano in fretta. Dovevano essere alimentati
frequentemente con foglie di gelso, dapprima sminuzzate, poi anche intere.
Quando per le loro dimensioni non potevano più essere tenuti in cucina, allora si
portavano nel solaio, anche perché nel frattempo si era fatto più caldo.
Qui, dopo quaranta giorni dalla nascita, cominciavano a emettere una bava ed a formare
un bozzolo attaccandolo ai rami dì gelso che i contadini avevano sistemato sui graticci.
I bozzoli venivano raccolti, ripuliti della bava esterna, che serviva per imbottire
trapunte o fare maglie, poi portati alla filanda. |