L'AIA

Nelle case coloniche l'aia era un po' il prolungamento all'aperto dell'abitazione, un luogo pieno di attività laboriose, dove la vita delle persone si intrecciava con quella degli animali.
Poteva comprendere solo lo spazio antistante la casa, oppure anche il retro. Non mancava mai , quasi a fante da cornice, aria fila di gelsi (morer), preziosi per l'allevamento dei bachi.
Passiamo ora m rassegna le varie costruzioni che abbiamo potuto osservare durante le nostre visite.

IL FORNO

Il forno era una costruzione in mattoni alta poco più di due metri e larga altrettanto coperta con un tetto a due spioventi; aveva un'ampia apertura chiusa da uno sportello dì ferro, e nella parte inferiore c'era un vano per la legna,
Non tutte le case avevano il forno all'esterno, ma all'intemo della casa dentro
"al fogher".
Altre famiglie invece non lo avevano, perciò dovevano andare nella casa di un contadino che aveva il forno, con i pani già pronti e con la legna ; in cambio dell'uso del forno dovevano lasciare come ringraziamento alcune pagnotte.

IL "FORNEL DE LA LISCIA"

Di solito vicino al forno c'era il fornello della liscia, dove le massaie mettevano una grande " caliera " piena d'acqua. Quando questa bolliva, vi buttavano la cenere setacciata, poi versavano il tutto in un grande mastello di legno con un foro sul fondo, chiuso da un tappo, dove avevano sistemato le lenzuola già insaponate e coperte da un vecchio lenzuolo per raccogliere la cenere. Si lasciava riposare il tutto per una notte, poi la mattina si toglieva il tappo, si raccoglieva la " liscia ", cioè l'acqua di cenere per il bucato minuto; quindi sì andavano a risciacquare le lenzuola nel torrente vicino.

LA CORTE E IL GABINETTO

Vicino alla stalla, in corrispondenza della porta posteriore, c'era il letamaio (la corte) dove i contadini accumulavano il letame delle mucche trasportandolo con una carriola di legno e che conservavano come bene prezioso, perché era l'unico concime a loro disposizione. Si trattava di un ampio piazzale di cemento con i bordi rialzati; a volte poteva essere internate per circa 50-60 cm.
In un angolo del letamaio, quindi all'esterno della casa, vi era una latrina, assai poco confortevole, di solito di piccole dimensioni di 1 mt per 1 mt e 2 mt di altezza, con un buco sopra la fossa collegata con il letamaio, chiusa da un tappo col manico.
Spesso le pareti erano in muratura, ma a volte potevano essere di legno o altro, aveva una piccola finestrella quadrata ed una porticina di legno.

IL PORCILE

In alcuni casi il porcile era vicino al "puner", cioè il pollaio.
Il porcile era diviso in due partì: una dove il maiale veniva rinchiuso durante la notte; nell'altra invece il maiale ci stava di giorno,
e quindi era recintata e per per metà all'aperto.

IL POLIAIO

Di solito il pollaio era situato sopra il porcile ; di gìomo le galline razzolavano e mangiavano nell'aia, alla sera invece vernvano rinchiuse in questa costruzione, anzi vi andavano da sole per mezzo di una scala di legno a pioli.
Le galline potevano trovare riparo anche nella stalla, oppure passare la notte sugli alberi.
In tutte le aie c'era anche l'abbeveratoio per le mucche, che poteva essere di pietra scavata oppure mattoni, si trovava spesso addossato alla parete esterna della stalla, ma poteva anche essere isolato; veniva rìempito con secchi prelevando l'acqua dalle canalette oppure dalle vasche di raccolta della pioggia, Solo più recentemente, in alcune case, è stata messa una pompa a mano.

 


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