L'ABBIGLIAMENTO
I vestiti erano sempre di
cotone anche d'inverno perché la lana serviva ai soldati che andavano in guerra, perciò
molti morivano di polmonite. Ma anche in tempo di pace la lana restava pur sempre un
lusso, e se c'era una maglia si faceva a turno ad indossarIa, per poter avere tutti un
po'' di caldo. In alternativa alla lana, c'era la bava dei bozzoli, cioè i fili di seta
esterni che venivano scartati prima di mandare ì bozzoli alla filanda. Questi cascami
venivano filati e lavorati ai ferri.
Gli uomini usavano dei calzoni corti con maglie e calzetti di cotone. Ad una certa età i
ragazzi portavano la "zuava", un indumento che si
allacciava tramite un bottone posto al di sotto del ginocchio.
Le donne usavano vestiti con gonne lunghe o corte a seconda della moda, e un fazzoletto
nero sulla testa e d'inverno anche uno scialle. Giunte ad una
certa età si facevano vestiti neri perché, in caso di di morte dì un parente, non
dovevano farsi un vestito in più per il lutto , che allora era un obbligo ed aveva una
durata prestabilita a seconda del grado di parentela col defunto.
Gli indumenti intimi erano costituiti da busti che tramite alcuni legacci si allacciavano
sulla schiena e dei mutandine lunghi fino al ginocchio che si legavano fino in
vita.
Le scarpe in estate non si usavano mai, o qualche volta quando sì andava a qualche
festa le si metteva adatte al vestito da festa che veniva fatto dal sarto. Si usavano
zoccoli di "obol ", un tipo di acero che dà un legno
molto duro e resistente, in modo che durasse per molto tempo. |