Quest'area di natura argillosa è altimetricamente
più basso rispetto le zone circostanti; per queste semplici fattori
la zona è diventata un'area di raccolta e ristagno delle acque,
l'area è attraversata dai torrenti Rosper, Raboso e la Dolza.
Tutte le acque di questa zona concorrono ad alimentari due falde
freatiche sotterranee, che a loro volta alimentano a su la zona
delle Fontane Bianche di Fontigo.
L'area dei Palù era già frequentata
nell'età del Bronzo, le prime tracce d'interventi agronomico
e idraulico sono d'epoca romana.
L'attuale sistemazione di bonifica è risalente al medioevo per merito
dei monaci della vicina Abbazia di Vidor.
Il sistema agrario dei Palù, un sistema ordinato di campi delimitati
da fossi, era molto complesso ed elaborato e in passato assicura
tre tipi di produzione: foraggio nei prati, legname dalle piante(farnie,
ontani, pioppi e salici) nella zona perimetrali dei prati e pesci,
gamberi, anguille nei corsi d'acqua. I sistema idraulico costituito
da sbarramenti con scolmatori, aveva la funzione di irrigare i campi,
mantenere i livelli ed evitare le inondazione dei campi irrigati
deviando le acque in eccesso.
Il merito di un assetto territoriale equilibrato e redditizio, in
un'area da sempre considerata improduttiva, va attribuito ai monaci
benedettini dell'Abbazia di S.Bona
di Vidor.
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