Storia de " 'na thivita"

 

Venerdì 28 Luglio 2000, mattina:
Per Giampaolo era un giorno come tutti gli altri, ma mentre si stava dirigendo Rifugio "Posa Puner" verso il posto di lavoro, notò sulla strada un animaletto. Si fermò per dare un'occhiata e vide che si trattava di una civetta  probabilmente caduta dal campanile di Campea in seguito ad un violento temporale che si era abbattuto la notte precedente su tutto il paese. Era priva di forze, stesa sull'asfalto bagnato, ancora intontita dai fari di una macchina che l'aveva abbagliata facendola cadere. Più in là scorse anche la sorella, schiacciata, ma ormai per lei non c'èra più niente da fare. Decise quindi di raccoglierla e di portarla con se al lavoro dove la consegnò a Renato, un amante degli animali il quale si sarebbe impegnato a rimetterla in sesto. Tutto era nelle sue mani. La tenne con se in condizioni precarie, in una scatola di cartone sotto la scrivania. Quando rincasò per pranzare, le costruì una specie di nido con la paglia e vide che la poverina non riusciva nemmeno a sorreggersi con le zampe. La sera, preoccupato, chiamò Alfio, il veterinario, il quale gli consigliò di tenerla con sé e di nutrirla per alcuni giorni. Renato la ospitò in casa liberandola entro una settimana per non abituarla a trovare il cibo pronto. Decise di liberarla il 2 Agosto, ormai completamente ripresa dalla brutta avventura.
Ora la civetta vive libera nei boschi di Miane grazie a tre eroi: Giampaolo, Renato e Alfio.

 

Rifugio "Posa Puner" Rifugio "Posa Puner"

 

By Marco Stefani

 

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