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Itinerario delle malqhe e delle casere
Caratteristiche
tecniche
L'intero percorso, così come descritto all'interno, risulta piuttosto
impegnativo sia per la lunghezza sia per i dislivelli da superare. Per
facilitare l'escursione, si propone di suddividerlo in due tracciati di diversa
"fatica" e tempi di percorrenza.
L'itinerario breve ha inizio da Casere Budui, tocca C.re Federa, C.re l
Pian ed il Rif. Posa Puner per poi ritornare alle Casere di partenza. In questo
caso sarà più che sufficiente mezza giornata.
L'itinerario lungo, invece, si snoda lungo sentieri che dal fondovalle
risalgono la montagna. Partendo, quindi dal Santuario della Madonna del Carmine
a
quota 476 m s.l.m. si raggiungono le creste che mediamente vanno dai 1200 m ai
1300 m s.l.m.. Superati i dislivelli, il resto del tracciato si presenta
abbastanza agevole anche per le persone meno allenate ed esistono poi diversi
punti di sosta dove poter riposare e recuperare le energie. Il tempo dedicato a
questo tracciato può essere stimato in una giornata compresa di soste.
L'escursionista, però, in base alle proprie forze ed al tempo a
disposizione, potrà "costruire" la propria passeggiata, combinando
diversamente le tappe del percorso illustrato.
La
comoda strada asfaltata, che da Combai, sale con una serie di tornanti lungo i
versanti del Monte Cimone, raggiunge Casere Budui o Malga Budui a quota 1218
m.11 complesso dei fabbricati si trova proprio in prossimità della strada
e sarà facile trovare parcheggio e possibilità di eventuale ristoro. Il nostro
itinerario a piedi parte proprio da questa malga, una delle poche ancora in
attività. Costeggiando in quota il versante esposto ad est del Monte Grave
(m.1464), si raggiungono Casere Federa a quota 1330 m. Da qui proseguiamo
verso nord sino a giungere ad una forcella da dove puntiamo decisamente verso
nord-est sino ad arrivare a Casere I Pian (m. 1203).
Parzialmente utilizzate per il ricovero di cavalli, le casere si trova no in
mezzo a pascoli in leggero declivio, contornati da boschi di faggio che coprono
i versanti a nord del complesso montuoso. Da qui si riprende a salire lungo la
strada bianca che ci riporta sulla dorsale, avendo così la possibilità di
ammirare a Sud il sistema collinare e la pianura dell'alto trevigiano, a nord i
boschi che si estendono lungo i
versanti sino a raggiungere la Val Belluna.
Sempre immersi nella faggeta, raggiungiamo Forcella Mattiola (m.1287);
proseguiamo lungo la strada forestale senza grossi dislivelli. Dopo Monte
Salvedella (m. 1289), un fabbricato recentemente restaurato e posto proprio
lungo la strada, ci indica che abbiamo raggiunto Casere Salvedella, un
tempo utilizzate per l'alpeggio ed ora in disuso, ma ottimo riparo per
escursionisti.
Tra Monte Prenduol e Monte Crep si trovano ubicate Casere M. Crep, meglio
conosciute come malga Mont (m. 1354), che incontriamo dopo aver compiuto
un tratto cementato piuttosto ripido. Da poco sistemato, il bivacco annesso alla
malga può offrire agli escursionisti il riparo e il comfort necessario per
soste anche prolungate. Posto in posizione ideale come punto panoramico,tale
bivacco potrà senz'altro divenire un punto di riferimento per le escursioni
giornaliere ma anche per le attraversate più impegnative che passano proprio di
qui, come il "Sentiero Europeo E 7" o l'alta via "Dal Grappa al
Cansiglio".
A poca distanza da qui in località Forcella delle Fede inizia la discesa per
ritornare a valle, ma prima di scendere non possiamo fare a meno di visitare il
noto "Ponte di Val d'Arc" che rispetto la forcella si trova
poco più avanti sulla sx.
La discesa segue il già ben battuto e segnalato
sentiero n° 989 curato dal Gruppo Sportivo Valsana. Dalla forcella ci si
addentra in un folto rimboschimento di Abete rosso che si attraversa quasi in
piano dirigendosi verso ovest. Ai bivi che incontriamo teniamo la sx. Usciti dal
bosco incominciamo a scendere sempre agevolmente grazie ai numerosi tornanti che
attraversano i prati sino a ritornare nel bosco di latifoglie. Siamo circa a
quota 960m e da qui possiamo vedere delle casere parzialmente diroccate dette Casere
M. Corno. Ora si scende abbastanza rapidamente lungo il versante ad ovest
del Monte Corno, ed il Faggio lascia spazio a specie più termofile quali il
Carpino nero, il Nocciolo e le Querce. Ad un certo
punto arriviamo ad un bivio: sulla d x parte una strada bianca che porta alla
Madonna del Carmine, mentre proseguendo quasi dritti teniamo il sentiero assai
più suggestivo e che ci porterà comunque ad incontrare la strada. Il tracciato
si incunea dentro una piccola incisione e dopo aver attraversato il greto di un
impluvio dirigendoci verso ovest attraversiamo un rimboschimento di Larice, Pino
Nero e Frassino sino alle casere Pradie. Attraversiamo il prato dinanzi
la prima casera per arrivare a quella sottostante dalla quale prendiamo a d x
fino ad arrivare nell'incisione della Valle del Carmine che una volta superata
ci porta alla strada bianca. Ora, per chi lo desiderasse, comodamente in breve
tempo può raggiungere il Santuario della Madonna del Carmine a quota
480m s.l.m. Per proseguire l'itinerario, invece, risaliamo la strada bianca alla
sx della quale troviamo un borgo recentemente ristrutturato. Da qui parte il
sentiero che ricalca una antica via che portava ai pascoli in quota. Dopo pochi
tornanti si costeggia un prato disseminato di ginepri per poi rientrare nel
bosco. La risalita ora prosegue sul fondo di un ampio vallone dove sono evidenti
i segni del ristagno di umidità. Sulla d x scorgiamo una casera dove arriva
pure una strada ma noi proseguiamo lungo il vallone. In prossimità di una
stalletta diroccata abbiamo la possibilità svoltando a dx di giungere sino alle
strapiombanti pareti di Croda Maor (m.l 082) dove vi è anche una piccola vasca
naturale che raccoglie le acque di una sorgente. Per salire invece proseguiamo
diritti. Lungo il sentiero sono ancora ben visibili i muri a secco per sostenere
il fondo viario e la tecnica di posiziona mento delle pietre per formare il
lastricato. All'altezza di
una lapide commemorativa anche la vegetazione comincia a mutare: compare in
maniera cospicua il Faggio. Usciti dal canalone ci dirigiamo verso est sino a
trovare un bivio dove svoltiamo a sx. Attraversiamo un folto rimboschimento di
Abete Rosso e in poco tempo giungiamo sulla così detta "strada dei
cavai" che percorriamo in salita per pochi metri sino all'incrocio con una
strada forestale. Qui ci troviamo nuovamente a Forcella Mattiola e subito
svoltiamo a sx per un sentiero immerso nella faggeta che sale lungo il crinale.
Poco dopo giunti in prossimità di un'altra forcella dove è presente anche una
lama il tracciato riprende pianeggiante sino alla chiesetta nel piazzale
sottostante al Rifugio Posa Puner (m.1320 s.l.m.) dove possiamo trovare
ospitalità e tutto ciò che serve per rinfrancarsi. Al termine della sosta
riprendiamo il cammino imboccando all'altezza del parcheggio la strada bianca
che procede verso sud-ovest sino a raggiungere nuovamente Casere Budui.
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