Pasquetta a Vittorio Veneto: rinasce la tradizione della righèa
La regia è dell'associazione culturale Insieme per Ceneda

La tradizione
Ritornerà anche quest'anno la tradizione della righèa nella zona di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. Si tratta di un gioco proprio della cultura contadina che da secoli si pratica nella settimana successiva a Pasqua. Si costruisce un piccolo catino di terra e sassi, e lungo le sue sponde a turno si fanno rotolare uova sode, dipinte da ciascuno a colori vivaci per distinguerle; lo scopo è di colpire le uova avversarie, ammaccandole senza danneggiare le proprie, o di far raggiungere all'uovo la moneta gettata nel campo, che viene vinta. Normalmente si usavano quelle da cento o cinquanta lire; ora ci sarà la prima righèa dell'Euro. Il dialetto ancora conserva i nomi specifici delle pratiche e degli strumenti del gioco della righèa: come il ranzìn, un bastoncino ripiegato ad una estremità, utilizzato per ripescare dal catino le uova.

Mappa delle righèe

L'associazione Insieme per Ceneda, che si occupa della valorizzazione turistica e culturale di Ceneda, uno dei due paesi che si fusero per dare luogo a Vittorio Veneto, dal 1999 opera per mantenere questa tradizione attraverso l'iniziativa "Andar per borghi a visitar righèe".
Sta già organizzando i campi da gioco attorno a cui si affolleranno bambini e adulti, giovani ed anziani: l'anno scorso erano 15, a Ceneda ma anche nei piccoli paesi sparsi sui colli, e fino a Conegliano; allestite in borghi contadini rimasti intatti dall'Ottocento, in isole sul fiume Meschio, nei giardini di case private e bar di appassionati, nelle parrocchie, ancora centro della vita del paese; una addirittura lungo un sentiero in mezzo alle colline, vicino alla chiesetta delle Perdonanze, in splendida posizione panoramica. In tutto, sono state utilizzate oltre settemila uova: quando diventano troppo malconce per il gioco, le si spolvera di sale e le si mangia.

Il giorno della righèa per eccellenza è il Lunedì dell'Angelo, ma i catini della righèa saranno pronti già dai giorni precedenti, e si continuerà a giocare per molte settimane di primavera. Un pulmino, in partenza da Ceneda o dalla piazza del Popolo nel centro di Vittorio Veneto porterà da una righèa all'altra giocatori e spettatori; il servizio sarà completamente gratuito e proseguirà per tutto il pomeriggio.
"Ogni righèa ha una sua identità, ed un suo carattere particolare" spiega il presidente dell'associazione Insieme per Ceneda Mario Longo "Questa iniziativa è anche l'occasione per riscoprire angoli suggestivi e poco frequentati delle nostre borgate, che forse nemmeno i vittoriesi stessi conoscono".
Ma alla righèa giungono in molti anche da lontano: la gita fuori porta di Pasquetta si combina con la riscoperta delle tradizioni popolari, in una cornice oltretutto di sicuro richiamo turistico. Vittorio Veneto infatti combina la bellezza naturale dei colli e delle Prealpi con un ricco patrimonio artistico rinascimentale, e un ricco assortimento di vini e specialità culinarie di qualità.
Della righèa hanno parlato a più riprese media locali e nazionali; l'evento è stato anche ripreso dalla Rai regionale e da RaiSat.
L'associazione Insieme per Ceneda organizza anche, da quasi 4 anni, la mostra mercato dell'artigianato, nella cornice di piazza Giovanni Paolo I, ogni seconda domenica del mese; spesso la chiesa-museo di San Paolo al Piano ospita mostre esclusive curate sempre dall'associazione stessa.

Per informazioni: "Insieme per Ceneda", 347 4918658
Tommaso Bisagno, addetto stampa tommaso.bisagno@tiscali.it

Come e dove viene costruita la righèa.
Preferibilmente si colloca la righèa in un luogo riparato (portico o tettoia) per evitare gli inconvenienti della pioggia, non improbabile in questa stagione, che comprometterebbe e disturberebbe sia la preparazione del manufatto sia il gioco stesso.
Si fa provvista di terra, grossi sassi, zolle erbose (zòpe), sabbione, saldàn, léda e créda. Prende forma un grande biliardo ovale e concavo, leggermente sopraelevato dal terreno, contornato all'ingiro da un bordo rialzato come sponda di contenimento. A una estremità la forma panciuta ha un collo e una testa rettangolare più alta (zopàl), che, come scivolo di partenza, consente alle uova , una volta lanciate, di acquistare velocità; in mezzo alla testa c'è un naso in leggero rilievo , che serve a spartire la direzione delle uova lanciate. Essenziale è la scorrevolezza del campo di gioco, affinché le uova rotolino regolarmente, senza copàrse, cioè senza fare bite bate, e per questo il fondo è costituito da uno strato di creta umida che viene accuratamente stesa e lisciata, magari ricorrendo all'abilità di un esperto nel maneggiare cazzuola e cazolìn. Poi si asciugherà il tutto con la cenere. Quando l'opera è completata la righèa troneggia in mezzo al borgo come una vera opera d'arte.


Le regole del gioco.

Al primo lancio la distanza dalla sponda determina l'ordine con cui i partecipanti dovranno giocare, a meno che questo si diversamente stabilito, ad esempio con conta o sorteggio. Il giocatore per vincere deve colpire il bersaglio, cioè centrare le uova altrui che si trovano sulla pista. Il proprietario dell'uovo colpito paga la quota stabilita in precedenza, raccoglie il suo uovo e si rimette in turno di gioco.
I modi di lanciare sono: o dalla testa verso il mezzo, o dalla testa verso le sponde; e ci sono le uova apposite, diverse per forma e, conseguentemente, per il loro comportamento in pista: quelle appuntite, dette da banda, cioè di sponda; quelle senza punta, dette da mèzo, cioè da mezzo. Grande abilità richiede il lancio del pirolìn, con l'uovo fatto vorticare attorno al proprio asse verticale. Rovinoso invece il lancio in cui l'uovo rotola malamente ponta e cui.
E' vietato di norma far le prove, prima di lasciar andare l'uovo.
Un uovo che ha subito molti colpi ha il guscio tutto ammaccato e screpolato: è ridotto a una zòsa. Sarà consigliabile avere a portata di mano un cartoccio di sale fino, dove tociàr l'uovo per insaporirlo e mangiarlo.
Ogni righèa deve essere fornita di un vincastro (ranzìn), che finisce a forma di cappio, per il recupero delle uova dalla pista, e di un scoatèi per tenere pulito il fondo dagli inevitabili sporchéz.
Criteri per giudicare le migliori righèe sono: la forma, cioè quali sono le più grandi e panciute; la scorrevolezza; la pulizia e l'ordine con cui sono mantenute.
Il confronto mette in competizione i vari borghi.
Mappa delle righèe

Cose da vedere a Ceneda
- Museo della Battaglia
- Museo Diocesano di Arte Sacra "Albino Luciani"
- Castello di San Martino

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