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Aprile - Tiro all’ovo
Veniva svolto nel giorno di Pasqua e la domenica successiva. Ognuno portava con se le uova precedentemente lessate e colorate con le foglie dello scalogno per quelle di colore rosso e con delle particolari foglie velenose molto grandi e lisce di un verde scuro che si trovavano nei boschi e nei prati in questo periodo per quelle di colore verde. Dopo la S. Messa ci radunavamo in un qualsiasi posto, bastava che ci fosse un muretto per appoggiarci le uova con la punta rivolta verso l’alto che tenevamo in equilibrio grazie a due sassolini o legnetti situati ai fianchi. Colui che non possedeva alcun uovo poteva giocare lo stesso tirando le, monete da 10 centesimi di rame con impresso il volto di Emanuele III. Se si riusciva ad infilarle nell’uovo questo diventava di sua proprietà, altrimenti per ogni lancio errato doveva dare 5 centesimi al proprietario. Era un gioco che presupponeva una notevole capacità in quanto doveva esserci un giusto equilibrio tra distanza e intensità del lancio, nonché una notevole mira ma non ben visto dalle nostre mamme perché era considerato un gioco “de schei”.

Detti popolari:
- Aprile dolce dormire
- La piova d’april impantana l’fienil
- Quando l’cu-cuc taca a cantar i morer i taca a butar

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