in ricordo del CLUB 2001 nell'anno 2001
i sfoi de Lago
(e de Santa Maria, Caiada e Socrçda)


Nostri limiti e attenuanti

Lago e il colonialismo

Ad autocoscienza ed autodifesa, in primo luogo dall’anonimo vittoriese, dobbiamo ammettere che siamo un paese un po’ spaesato. Abbiamo infatti subito tanti e tali tentativi di colonizzazione che ci sentiamo degli indigeni, e non solo perché qui nati. Assistiamo ormai da molti anni a ripetuti sforzi per un nostro miglioramento da parte di lodevoli volonterosi provenienti da altre culture (che in realtà approdano ai nostri lidi perché attratti dal paesaggio). La nostra cultura, evidentemente “subalterna”, vuoi per limiti di cervice vuoi per lo smisurato entusiasmo di questi bene intenzionati, si dimostra refrattaria ad ogni tipo di miglioramento. Molti sono stati i tentativi, alcuni di breve durata e paragonabili a vere e proprie “incursioni”, altri lunghi e pianificati, vorremmo dire “mirati” sulla base della lucida considerazione delle nostre petrose durezze. E pensiamo si sia dato fondo a tutte le strategie, anche a quelle più spregiudicate e pur tuttavia machiavellicamente ammissibili data la bontà del fine. Ma se il fine giustifica i mezzi, il fine si è dimostrato più forte dei mezzi: colmare le nostre lacune, emendarci, comunicarci una cultura veramente “civile”, si è rivelato purtroppo un fine troppo ambizioso, anzi, a lungo andare, una vera e propria presunzione. E fra i molteplici interventi esteri si deve annoverare il succedersi di diversi pastori che ci porta a considerare il nostro paese come una terra di missione o comunque un luogo particolarmente fecondo per distribuire insegnamenti. Proponiamo quindi alle autorità competenti di promuovere il nostro paese a centro di formazione missionaria.


Un documento più che eloquente


http://www.tragol.it/2001